Roma, sprofondo rosso: 136 voragini segnalate. Ecco i quartieri a rischio

La causa principale della formazione delle profonde buche capitoline è la presenza di numerose cavità sotterranee

«Roma continua a sprofondare». Lo dice in maniera secca l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. I numeri sono in aumento, al limite del catastrofico e prendono la forma di un allarme rosso e fisso: negli ultimi 10 mesi, del resto, sono state segnalate 136 voragini a Roma. Considerando solamente i confini della città. Fino a un decennio fa se ne registravano circa 16 l’anno, adesso sfondano in media quota 90 voragini ogni 12 mesi. Come detto, nel 2018 sono già arrivare al numero record di 136. Traduzione: se ne registra una ogni 3-4 giorni. «I dati aggiornati ad ottobre mostrano palesemente un notevole aumento dei fenomeni nella capitale», continua l’Istituto. Il motivo di queste voragini è semplice: Roma ha molte porzioni vuote nel sottosuolo, delle vere e proprie cavità sotterranee, «che si concentrano per lo più nella porzione orientale della città, di origine antropica scavate dall’uomo a vario titolo, principalmente per l’estrazione dei materiali da costruzione. Questi vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie». E’ chiaro, inoltre, che le problematiche geologiche legate all’incuria delle strade stanno ampliando la portata del fenomeno.

Le zone a rischio: dalla Tuscolana a Monte Mario 
La mappatura del sottosuolo di Roma è parziale. L’Ispra finora ha censito 32 kmq di gallerie sotterranee che si trovano sotto il tessuto urbano. Molte aree però sono ancora sconosciute. «Manca all’appello, ad esempio, la grande Catacomba scomparsa di San Felice, sulla Via Portuense, che costituiva uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV- V sec». Di più. Le zone a maggior rischio e dove si sono già verificate delle voragini – come conferma Ispra – si collocano nel quadrante orientale della città. Nel dettaglio vanno segnalati questi quartieri: Tuscolano, Prenestino, Tiburtino, Centocelle, Appio, San Giovanni, ma anche Monteverde e Gianicolense (più Portuense), oltre ad alcune parti dell’Aventino, Palatino, Esquilino e del centro storico. E il rischio frane? Si piazzano in pole position altri quartieri: Balduina, Monteverde e Monte Mario.

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