Roma, tangenti per lavori a Palazzo di Giustizia 

Gare per i lavori pubblici che poi venivano affidati direttamente a imprenditori ‘amici’ grazie allo strumento del ricorso alla procedura d’urgenza: era su questo che si basava il giro di corruzione e tangenti smantellato oggi a Roma dai finanzieri del Nucleo Speciale Anticorruzione che, su delega della Procura capitolina, hanno eseguito 20 misure cautelari decise dal gip nei confronti di 8 funzionari pubblici e 12  imprenditori. In 14 sono stati arrestati, di cui 4 in carcere, oltre a 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.  

I funzionari coinvolti, in servizio presso il Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria, l’Ater della Provincia di Roma, l’Istituto Centrale di Formazione per il Personale della Giustizia Minorile e l’Ufficio per i Servizi Tecnico-Gestionali del Ministero dell’Interno, avevano ideato uno schema nelle gare per nascondere la mancata applicazione del principio di rotazione degli affidamenti, poiché i lavori, formalmente assegnati a diverse società, venivano poi eseguiti dallo stesso imprenditore. In cambio, i funzionari pubblici ricevevano non solo denaro, ma anche lavori nelle proprie abitazioni, acquisto di appartamenti a condizioni vantaggiose e l’assunzione di familiari. Tra i numerosi contratti finiti sotto la lente degli investigatori ci sono anche i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione e antincendio presso gli uffici della Corte d’Appello di Roma a viale Giulio Cesare, e altri lavori edili realizzati all’interno del Palazzo di Giustizia di Piazzale Clodio.