Russiagate, Salvini: «Per Pd sono figlio di Putin…». E attacca la Francia

Il leader della Lega: «Non siamo dame di compagnia di nessuno. Lezioni di generosità e di democrazia da Macron non ne prendo»

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Matteo Salvini ha deciso di non ascoltare dal vivo l’intervento del premier Giuseppe Conte sui presunti fondi russi alla Lega. Il leader della Carroccio ha scelto di andare in diretta su Facebook per parlare ai suoi elettori, direttamente dal Viminale: «Non vado al Senato. Avere buoni rapporti con la Russia è nell’interesse di tutti, oggi mi attaccheranno in Parlamento, ma la mia priorità è fare gli interessi degli italiani». E poi l’annuncio: «Sono stati sbloccati oggi 50 miliardi di euro di opere pubbliche: strade, scuole, ospedali, ferrovie e altri cantieri. Mentre parlano, noi lavoriamo…».

Russiagate
Il tema Russiagate viene girato in un affondo contro il Pd: «C’è il Pd che da settimane cerca rubli che non ci sono e oggi mi accuserà di essere un traditore, un figlio di Putin… son contento perché stiamo lavorando. I giornali cercheranno i rubli di Mosca, gli yen, il petrolio, le bottiglie di vodka. Non c’è, se devo guardarmi lo spionaggio mi guardo i film di James Bond. Siamo un movimento libero, non abbiamo chiesto o ottenuto soldi da nessuno».

Sulla Tav
«E’ un premio alla testardaggine, alla cocciutaggine, alla pazienza. Abbiamo convinto il presidente del Consiglio che servono treni veloci, sicuri, servono alle nostre imprese e ai nostri lavoratori. I partiti dei no sono sempre di meno, sempre più ridotti come quei cretini che hanno bloccato il traffico ferroviario o quelli che preannunciano disastri contro la polizia e lo Stato in Piemonte. L’Italia ha bisogno di sì. Se avessero ascoltato la Lega, sarebbe arrivato tanti mesi fa. La pazienza, la costanza, la testa dura di Salvini e della Lega stanno sbloccando un po’ di cose. Ci sono ancora alcuni del M5S che sono arrabbiati, la Pedemontana no, la Tav no, la Tap no…», aggiunge il vicepremier.

Contro Macron e la Francia
La questione migranti resta caldissima. Salvini se la prende con Macron e la Francia: «Amico mio, preoccupati delle richieste dei francesi. L’Italia non sarà il tuo campo profughi… C’è il porto di Marsiglia, non venire a stressare noi. Se pretendi che noi si firmi un documento dove le navi arrivano in Italia, hai sbagliato a capire perché gli italiani non sono più disponibili ad essere schiavi di nessuno. Non siamo dame di compagnia di nessuno. Lezioni di generosità e di democrazia da Macron non ne prendo». Poi, mentre beve un caffè, Salvini ha esclamato: «Alla tua salute, Emmanuel».

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