Russiagate, Zingaretti: «Non daremo tregua a Salvini»

Il segretario del Pd, in un'intervista a Repubblica, spiega che il suo partito continuerà a chiedere al ministro dell'Interno e al premier Conte di riferire in Parlamento sulla vicenda

Russiagate

L’opinione di Nicola Zingaretti sul caso Russiagate è chiara: «Non daremo tregua a Salvini finché lui o Conte non verranno in Parlamento a riferire nella sede propria la loro versione». Il segretario del Partito democratico spiega, in un’intervista al quotidiano La Repubblica l’obiettivo dei dem riguardo la vicenda che, attualmente, è ai vertici delle cronache politiche. Inoltre, aggiunge, il caso ha due risvolti: «La Procura, e non la politica, dovrà accertare la verità sulla presunta tangente di 65 milioni alla Lega trattata da uno stretto collaboratore del ministro degli Interni». Tuttavia, continua, Salvini «in maniera goffa ha preso le distanze da questo signore quasi non lo conoscesse, smentito da centinaia di foto ed eventi. Salvini ha anche negato di aver fatto invitare Savoini nelle delegazioni ufficiali ma è stato smentito da Palazzo Chigi. Davvero credono che si possa discutere in Parlamento un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?».

Serve massima chiarezza dal governo
Per Zingaretti, il ministro dell’Interno non può essere l’unico responsabile della vicenda: «Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi. Le responsabilità del governo sono palesemente comuni. Il presidente Fico e la presidente Casellati come possono pensare che il Parlamento non sia informato?».
Inoltre, «sul rapporto con la Russia – prosegue il segretario del Pd – c’è il punto su cui occorre dal governo la massima chiarezza. Savoini ha detto in un incontro registrato, che l’obiettivo dell’alleanza delle destre europee capeggiata dalla Lega è quella di boicottare l’Europa e di superare le storiche alleanze internazionali costruite dalle democrazie liberali nel dopoguerra. È questa la linea del governo? L’obiettivo oltre che l’Europa è un superamento della Nato?».

L’attacco a Salvini
Secondo Zingaretti, quello del leader della Lega, sul cosiddetto Russiagate, è un atteggiamento ambiguo: «Non ha avuto nemmeno il buon gusto di dire che, soldi o no, Savoini in quel nastro dice cose gravissime. La strategia di Salvini è sempre la fuga. Da bravo illusionista ogni volta droga il dibattito pubblico con dibattiti surreali rimuovendo i problemi veri sul tappeto. Ma stavolta non funzionerà».

Tenuta del governo
Infine, il segretario del Pd parla di quello che potrà essere il futuro dell’esecutivo: «Non so se il governo cadrà per il Russiagate. Ma so che Di Maio e Salvini devono andare a casa perché hanno fallito e tradito gli italiani. Il governo è sorretto da una maggioranza numerica unita solo dalla paura di lasciare il potere. Per il resto nulla. Non dico una visione comune, ma nemmeno un programma. Ormai – conclude Zingaretti – si litiga su tutto: fisco, sicurezza, autonomia e regionalismo, cantieri».

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