Saccani (Consorzio Bufala Dop): “Mozzarella esclusa da dazi ma preoccupa segnale” 

“L’imposizione dei dazi sulle nostre eccellenze è un segnale molto preoccupante, anche se fortunatamente la mozzarella di bufala campana è esclusa dai dazi. Noi siamo per il libero commercio e la forza del comparto sta nell’export, che non deve essere penalizzato”. E’ quanto afferma ad Adnkronos/Labitalia Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, commentando la nuova ‘black list’ del Dipartimento del Commercio statunitense (Ustr), che colpisce tra gli altri una serie di prodotti lattiero-caseari made in Italy ma non la mozzarella. 

“Per quanto riguarda la mozzarella di bufala campana, sulla scelta di non imporre dazi – osserva – possono aver influito le relazioni bilaterali che da tempo coltiviamo con i nostri interlocutori americani e che ad agosto scorso hanno portato a una intesa proprio sulla tutela del nostro prodotto in America. O magari gli influencer avranno avuto il loro peso, visto che hanno decretato la mozzarella di bufala il piatto italiano preferito”. Ad agosto, infatti, il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, e il vicepresidente del US Dairy, nonché direttore del Consorzio dei Nomi Comuni, Jaime Castaneda, hanno firmato a Caserta, nella sede del Consorzio, l’accordo sulla protezione della denominazione Mozzarella di Bufala Campana Dop negli Usa. Un accordo storico che ha aperto la strada a un nuovo dialogo sulla protezione dei prodotti di origine in America e anche nei mercati globali, nel rispetto dei diritti delle aziende di produrre prodotti generici. 

I due enti riconoscono il carattere distintivo della denominazione Mozzarella di Bufala Campana Dop e il documento congiunto stabilisce che qualsiasi richiamo, testuale o grafico, al territorio di produzione su un prodotto similare lede i diritti della Dop campana. Si concorda, poi, sul libero utilizzo del termine Mozzarella per definire un formaggio prodotto secondo quanto disposto dal Codex Alimentarius e dello standard Food and Drug Administration Usa. Inoltre, Raimondo e Castaneda hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione europea e ai governi degli Stati Uniti e dell’Italia chiedendo di condividere questo accordo e di sostenere gli sforzi per proteggere sia la denominazione Mozzarella di Bufala Campana sia l’uso libero del termine mozzarella nei mercati di tutto il mondo. Per l’export della bufala campana gli Stati Uniti sono il primo Paese extra Ue, con una quota pari al 7% e grandi potenzialità, vista la richiesta crescente di prodotto certificato.