Salario minimo, Conflavoro: 7,50 euro l’ora e no tax-area a 16 mila euro

E' la proposta dell'associazione di categoria audita dalla commissione Lavoro della Camera dei deputati

salario minimo

Retribuzione oraria minima fissata a 7,50 euro, ma accompagnata dall’innalzamento della No tax area da 8 mila a 16 mila euro, azzerando l’Irpef e portando nelle tasche dei lavoratori più soldi. Il tutto accompagnato da ulteriori interventi in materia di abbassamento della pressione fiscale per le imprese e di incentivazione all’investimento. E’ questa la proposta dell’associazione di categoria Conflavoro Pmi, audita dalla commissione Lavoro della Camera dei deputati in merito all’introduzione del salario minimo garantito.

Costo del lavoro tra i più alti d’Europa
«La retribuzione minima – ha affermato Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi – è necessaria per contrastare il dumping contrattuale delle piccole sigle sindacali autoreferenziali e per adeguare il potere d’acquisto degli italiani all’inflazione».

«Accade già in oltre 20 Paesi Ue, ma attenzione: in nessuno di questi vige un costo del lavoro come il nostro. Le aziende altrove non hanno i nostri oneri economici. Sarebbe dunque del tutto inefficiente, anzi dannosa tanto per i lavoratori quanto per le piccole e medie imprese, l’introduzione per legge di una retribuzione minima oraria se essa non fosse accompagnata da un deciso taglio della tassazione», ha aggiunto.

«Il costo del lavoro – ha sottolineato Conflavoro Pmi – già adesso è insostenibile per le aziende e tra i più alti d’Europa. Senza un taglio fiscale raggiungerà un grado che possiamo definire drammatico».

«Peraltro – ha spiegato Conflavoro Pmi – una volta innalzati i minimi tabellari del livello più basso di un Ccnl, è chiaro, logico ed equo che andranno innalzati in modo più o meno proporzionale anche i salari dei livelli superiori. E la percentuale media, in taluni settori, potrebbe salire anche del 20 per cento rispetto alla situazione attuale».

Un innalzamento globale delle tasse, dunque, da calmierare in ogni modo. Ecco perché per Conflavoro Pmi la soluzione è quella di arginare gli effetti dell’aumento di salario con un parallelo abbattimento del cuneo fiscale, partendo proprio dalla No tax area a 16 mila euro con una retribuzione minima di 7,50 euro orari.

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