Saldi, il decalogo dell’Adoc per acquistare in tutta sicurezza

L'associazione ha stilato un vademecum da seguire in questo periodo di spese, sottolineando come la liberalizzazione degli sconti in tutto l'anno agevolerebbe i consumi

saldi

Dopo Basilicata e Valle d’Aosta, anche in tutte le altre regioni dello Stivale (tranne la Sicilia, dove inizieranno il 6 gennaio) cominciano i saldi invernali. Per gli acquisti, durante il periodo, gli italiani spenderanno non più di 165 euro a famiglia. Una cifra abbastanza contenuta, spiega in una nota l’Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), perché risente delle difficili condizioni economiche in cui si trovano molti italiani e per via delle spese sostenute nel periodo natalizio e per gli acquisti già effettuati durante il Black Friday e sui siti di e-commerce. Come spiegano il presidente nazionale dell’associazione, Roberto Tascini, e il presidente dell’Adoc Molise, Nicola Criscuoli, oggigiorno in rete è possibile usufruire in ogni momento di sconti o promozioni che vanno dal 10 al 15 per cento. Questo porta i consumatori a non concentrare i propri acquisti in un unico periodo, ma a diluirli durante tutto l’anno. Per questo motivo, secondo Tascini e Criscuoli, ci si chiede «se ormai abbia ancora un senso, anche per i negozianti, mantenere l’attuale configurazione dei saldi e non piuttosto liberalizzarli e mantenerli attivi tutto l’anno».
Inoltre, per aiutare i consumatori in questo periodo di acquisti, l’Adoc ha stilato un vademecum con una serie di consigli per fare spese in tutta tranquillità.

Il decalogo dell’Adoc

1-Conservate sempre lo scontrino
I capi in saldo possono essere cambiati, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme. In base al decreto legislativo n. 24/2002, il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Per quanto riguarda il difetto di conformità, il consumatore può denunciarlo al venditore entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

2-Fare attenzione ai fondi di magazzino
La merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino di anni e stagioni precedenti. È importante prestare attenzione e, nel caso evitare, quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono improvvisamente riempiti dei più svariati articoli. Inoltre, bisogna anche diffidare di quei negozi che, a fine stagione, presentano, per ogni tipo di prodotto, un completo assortimento di taglie e colori.

3-Osservare e fare confronti
Non bisognerebbe mai fermarsi al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
In questo modo, si eviterà di pentirsi in caso di prezzi più bassi. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più vantaggiosi. Inoltre, prima di comprare un prodotto, è possibile controllare sul proprio smartphone che il prezzo non sia più alto di quello praticato sul sito ufficiale.

4-Preparare una lista degli acquisti
Prima di entrare in negozio, bisognerebbe avere le idee chiare su cosa acquistare in modo da essere meno influenzabili dal negoziante. Così si riduce il rischio di tornare a casa colmi di capi, magari acquistati anche a buon prezzo, ma dei quali non si aveva un particolare bisogno.
Inoltre, l’Adoc consiglia di creare una “lista dei desideri” sulla versione online dei negozi dove si vuole acquistare, in modo da averla sempre a disposizione. Pagare un prezzo alto, infatti, non significa comprare un prodotto di qualità.

5-Attenzione ai super sconti
Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50 per cento, potrebbe nascondere merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.
Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. È un fenomeno “a rischio” soprattutto i primi e gli ultimi giorni di saldo. Diffidare, inoltre, dei marchi molto simili a quelli noti. Potrebbero essere capi contraffatti.

6-Fiducia
Servirsi sempre presso esercizi di cui ci si fida o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità, in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7-Negozi e vetrine
Nel suo vademecum, l’Adoc ricorda ai consumatori che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo, inoltre, deve essere esposto «in modo chiaro e ben leggibile» (dlgs n. 114/98).
Bisogna anche controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere, inoltre, separata in modo chiaro dagli articoli nuovi. Non bisogna fidarsi delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce.

8-Prova dei capi
Non c’è alcun obbligo da parte del negoziante di far provare gli abiti, ma è una facoltà rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9-Pagamenti
Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10-Saldi online
Con la direttiva europea 83/2011, recepita dal dlgs n. 21 del 21 febbraio 2014, sono state introdotte molte novità per i contratti a distanza, stipulati via Internet: dall’ampliamento della durata del diritto di ripensamento, valido fino a 14 giorni, ai tempi stretti per ottenere il rimborso di quanto pagato.

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