Salute, stile di vita sedentario: Italia batte anche gli Stati Uniti

Lo rivela lo studio dall’Oms pubblicato sulla rivista inglese The Lancet Global Health che ha coinvolto 1.9 milioni persone. I consigli di Luca Di Martino, ortopedico del Cristo Re di Roma

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L’Italia è fuori forma e soffre lo stress. Lo rivela lo studio dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) compiuto sull’attività fisica insufficiente e pubblicato sulla rivista inglese The Lancet Global Health che ha coinvolto 1.9 milioni persone provenienti da 168 Paesi diversi. Nella top 20 dei Paesi più sedentari c’è il nome dell’Italia: 19° posto negativo con il 41,4 per cento degli adulti che non fa sport o abbastanza movimento durante la settimana. In Europa si sta appena fuori dal podio, al 5° posto negativo, alle spalle solamente di Cipro (44.4), Portogallo (43.4), Germania (42.2) e Malta (41.7). L’Italia è messa peggio degli Stati Uniti (40), ma anche di Inghilterra (35.9), Turchia (30.6), Svizzera (23.7), Svezia (23.1), Spagna (26.8), Finlandia (16.6), Francia (29.3), Grecia (37.7), Danimarca (28.5) e Belgio (25.7).    

150 minuti a settimana
Per attività fisica si intende quella fatta a lavoro, a casa, per il trasporto e durante il tempo libero. La soglia settimanale dell’Oms è di almeno 150 minuti di intensità moderata oppure di 75 minuti di attività fisica ad intensità vigorosa. In Italia, quindi, 4 persone su 10 non raggiungono questa quota minima: le donne (46,2 per cento) hanno più problemi degli uomini (36,2 per cento) quando si entra nel dettaglio. Numeri più alti rispetto alla tendenza mondiale, dove il 32 per cento delle donne non si muove abbastanza, rispetto all’uomo che invece si ferma al 23 per cento. «L’insufficiente attività fisica è un fattore di rischio principale per alcune malattie non infettive e ha effetti negativi sulla salute mentale e la qualità della vita», si legge nello studio pubblicato su The Lancet Global Health. Uno stile troppo sedentario mette a rischio la salute di un terzo delle donne e un quarto degli uomini. 

Il parere medico
Così Luca Di Martino, ortopedico del Cristo Re di Roma: «I dati sono preoccupanti: il lavoro, va detto, porta via molto tempo al cittadino medio e non è semplice organizzarsi per fare sport o movimento durante la giornata. Sono pochissime le aziende private che permettono di fare attività fisica nelle pause. E’ un fenomeno non italiano, che si fa in aziende americane o comunque straniere. La sedentarietà porta problemi muscolari, articolari, circolatori e di obesità. Anche l’alimentazione può incidere negativamente. Cosa si può fare per cambiare il trend? Tanti, troppi, non conoscono i benefici dello sport. Bisogna educare i bambini e gli adulti in questa direzione. Bisogna incentivare l’attività fisica sfruttando anche i parchi e i mezzi di trasporto low-cost come la bicicletta. Una passeggiata non basta. L’attività fisica aerobica può essere utile nel prevenire problemi. Infatti, mantiene un buon trofismo muscolare, un buono stimolo dinamico articolare e si brucia qualche grasso in più. Non dimentichiamoci, infine, dei grandi effetti benefici mentali derivanti dall’effettuare attività fisica».  

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