Salute, ecco il primo studio sulle coppette mestruali: sono sicure

Ben il 70 per cento delle donne che hanno provato questo dispositivo afferma di voler continuare a farlo, dicendo addio ai classici assorbenti o tamponi

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Coppetta batte assorbente e tampone? Sembrerebbe di sì, almeno secondo la prima metanalisi sull’uso internazionale di coppette mestruali, che ha incluso 43 studi e dati relativi a 3.300 donne. I risultati appaiono su “The Lancet Public Health” e suggeriscono che si tratta di dispositivi riutilizzabili sicuri, che oltretutto producono perdite ematiche simili o inferiori rispetto ai prodotti usa e getta. Quattro fra gli studi considerati, per un totale di 293 partecipanti, hanno infatti approfondito proprio questo aspetto, che preoccupa molte donne scettiche nei confronti delle coppette.

Come funzionano
Le coppette mestruali raccolgono il flusso sanguigno, invece di assorbirlo. Come i tamponi, vengono inseriti nella vagina, e devono essere svuotati ogni 4-12 ore. Ne esistono due tipi: una coppa vaginale, a forma di campana, e una coppa cervicale, che viene posizionata intorno alla cervice uterina come un diaframma anticoncezionale. I materiali utilizzati per realizzarle sono silicone, gomma, lattice o elastomero medicale, e possono durare fino a 10 anni.

«Nonostante 1,9 miliardi di donne in tutto il mondo siano in età fertile e passino in media 65 giorni all’anno a gestire il flusso mestruale, esistono pochi studi di buona qualità che mettano a confronto i prodotti sanitari specifici per questo scopo», afferma Penelope Phillips-Howard della Liverpool School of Tropical Medicine, Regno Unito. «Abbiamo voluto risolvere questo problema riassumendo le attuali conoscenze sulla sicurezza e l’accettabilità delle coppette mestruali, confrontandole con altri prodotti».

Dubbi e benefici
Per quanto riguarda le “perdite”, i quattro studi inclusi nella revisione hanno effettuato confronti diretti fra quelle provocate dalle coppette mestruali o dagli assorbenti o tamponi usa e getta. In tre studi sono risultate simili, mentre in un altro lavoro sono state riportate come significativamente inferiori. Pochi i problemi di infezione rilevati dalla metanalisi, mentre alcuni “contrattempi” sono stati messi in evidenza fra le donne utilizzatrici di coppette e che avevano anche una spirale contraccettiva: in alcuni casi è stato notato che nel rimuovere la coppetta la spirale può spostarsi e saranno dunque necessari degli ulteriori approfondimenti. Quanto ai costi, sono di molto inferiori quelli della coppetta, che può appunto durare anche molti anni. Infine, ben il 70 per cento delle donne che hanno provato questo dispositivo afferma di voler continuare a farlo, dicendo addio ai classici assorbenti o tamponi.

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