Salute, gli italiani non sono soddisfatti del Servizio sanitario nazionale

Lo rivela un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg. Intanto, con il decreto crescita è stato approvato lo sblocco del turnover dei medici

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Al mondo ci sono ancora milioni di persone che non hanno accesso all’assistenza sanitaria, mentre altre sono costrette a scegliere se curarsi o utilizzare il proprio denaro per le spese quotidiane. Per questo motivo, con lo slogan “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque”, la giornata mondiale della salute 2019 ha voluto puntare il suo focus sull’importanza di garantire una copertura sanitaria universale, obiettivo dichiarato dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che è anche uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) fissati per il 2030.

I problemi del nostro Sistema sanitario
Se il nostro Paese, fortunatamente, non vive situazioni di assoluto disagio come accade in altre zone del mondo, allo stesso tempo, come affermato sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao Assomed, il nostro servizio sanitario nazionale (Ssn), a 40 anni dalla sua nascita vede crescere i problemi di «accessibilità, equità e qualità, che interessano anche pezzi importanti della vita professionale dei medici e dei dirigenti sanitari». Secondo il sindacato, che ha esposto il suo pensiero durante un convegno dal titolo “La tempesta perfetta del Ssn”, i problemi avrebbero origine «dall’onda lunga del definanziamento per nutrirsi di esplosione dei fondi sanitari, trainati dal welfare aziendale, carenza di specialisti, per assenza di programmazione ed impoverimento, professionale, economico e dei diritti del lavoro ospedaliero, richieste di autonomia differenziata».

Italiani insoddisfatti dalle cure
Le problematiche del nostro sistema sanitario sono sentite dalla maggior parte degli italiani. Infatti, come risulta da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg, il 55 per cento degli intervistati è poco (41 per cento) o per nulla (14 per cento) soddisfatto dalla qualità delle prestazioni ricevute, contro il 45 per cento di chi, invece, lo è molto (8 per cento) o abbastanza (37 per cento).

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Sblocco del turnover
Intanto, anche se con la formula “salvo intese”, con il decreto crescita varato dal Consiglio dei ministri è stato approvato lo sblocco del tetto di spesa per gli operatori del Ssn e la conseguente fine del blocco del turnover dei medici, una notizia definita dal ministro della Salute, Giulia Grillo, «una grande conquista».
«Come promesso – ha aggiunto il ministro – nel primo decreto legge utile abbiamo inserito questo accordo storico con le Regioni: per la prima volta aumentiamo la quota di personale che è possibile assumere e le spese che finivano sotto beni e servizi, ma che in realtà erano sempre per il personale ora potranno essere stabilizzate con contratti a tempo indeterminato fuori dal tetto».
Infine, la Grillo ha confermato l’impegno per quelle regioni che hanno problemi di spesa: «Ora – ha concluso – la mia seconda grande ambizione è quella di riuscire a trovare risorse economiche per quelle regioni che in questi anni pur avendo spazio per assumere non l’hanno fatto per problemi di tipo economico».

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