Salute, il Tar del Lazio obbliga il ministero a informare sui rischi dei cellulari

Il tribunale amministrativo ha accolto favorevolmente il ricorso dell'Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog

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Entro sei mesi i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno realizzare una campagna informativa, nei propri ambiti di competenza, sulle modalità corrette per l’utilizzo di telefoni cellulari e cordless e sui rischi e pericoli per la salute e l’ambiente a cui si va incontro con un uso improprio di questi apparecchi. Lo ha deciso il Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog.

Una campagna attesa da 7 anni
Già nel 2012, ricordano i giudici, il ministero della Salute, in risposta ad una precedente richiesta di uno dei procuratori dell’Associazione, evidenziava come «il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza».

Nella medesima nota, il Ministero della Salute, ha evidenziato che il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione formalmente assunta dall’Istituto Superiore di Sanità, «ha rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare» e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità «ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce», precisando infine:  «La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata sul quadro delle conoscenze desumibili dalle più autorevoli fonti e organismi nazionali e internazionali».

«Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa – sottolineano i giudici amministrativi – non risulta essere stata ancora attuata».

 

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