Salute, sono 35mila le cause contro i medici ogni anno

In totale in corso ci sono 300mila procedimenti, ma il 95 per cento si conclude col proscioglimento. E a causa delle forti pressioni sulla classe medica nasce la proposta di un arbitrato della salute

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Quante sono le cause nei tribunali italiani contro le strutture sanitarie, sia private che pubbliche? Almeno 300mila e ogni anno si aggiungono 35mila nuove azioni legali anche se il 95 per cento dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di professionisti della sanità si conclude con un proscioglimento. I dati (2015) del Tribunale del malato e della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari sono stati presentati durante l’incontro “Basta odio medici-pazienti. Dalla petizione all’arbitrato per la salute”, organizzato a Roma da Consulcesi, network legale in sanità.

I dati
Come ricordato dagli esperti la maggior parte delle denunce presentate nei confronti degli operatori sanitari sono al sud e nelle isole con una percentuale del 44,5 per cento. Salendo al nord, la percentuale scende al 32,2 per cento, mentre al centro è al 23,2.  Le specialità più a rischio contenzioso sono quella chirurgica (45,1 per cento dei casi), la materno-infantile (13,8 per cento) e quella medica (12,1 per cento). Per quanto riguarda i costi necessari ad intraprendere queste azioni legali, partendo da una richiesta risarcitoria media di 100mila euro, per una causa civile servono 50.128 euro, se si tratta di penale, invece, sono necessari 36.901 euro. In entrambi i casi, le cifre sono da intendersi per ciascuna delle parti coinvolte nel procedimento.

La proposta di un arbitrato
Numeri che spaventano la categoria. Infatti, secondo la Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari il 78,2 per cento dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato; il 68,9 per cento pensa di avere 3 probabilità su 10 di subirne; il 65,4 per cento ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità  di subire un processo. Per questo motivo Consulcesi propone un “arbitrato della salute” che «vuole rappresentare il luogo di recepimento di tutte le istanze che riguardano l’intera attività sanitaria, pubblica e privata, fornita alla cittadinanza, comprese le modalità relative al suo svolgimento e le possibili controversie che possano insorgere fra  il personale sanitario, le strutture e i pazienti, relativamente a  casi con responsabilità medico-sanitaria, senza alcun limite  nell’entità del risarcimento». Un organismo libero, indipendente ed imparziale, sia nello svolgimento delle sue funzioni che nell’adozione delle decisioni».

Risarcire chi è accusato ingiustamente
Inoltre, a margine dell’incontro, il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolozzi, ha proposto di mettere a punto forme di risarcimento consistenti per i medici accusati ingiustamente di malasanità: «Il problema del contenzioso in sanità – spiega Bartolozzi –  deriva da una degenerazione del rapporto medico paziente. C’è una cultura del sospetto, unita ad una scarsa informazione. Si è creata un’idea commerciale, un’ingiustificata impressione del cittadino che sia tutto un business. Noi dobbiamo lavorare su più piani, non solo sul risarcimento che è la parte finale». Inoltre, il sottosegretario ricorda la necessità di recuperare la cultura medico scientifica della popolazione e aggiunge: «In Nord Europa non ci sono contenziosi medico paziente perché ciò che dice il medico viene ascoltato. In Italia siamo arrivati all’assurdo che il confronto dei professionisti su temi di salute può avvenire, sui media, con dj o attori».

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