Salvini: «Basta con i no e rilanciamo economia, lavoro e taglio delle tasse»

Il vicepremier e ministro dell'Interno, parla del futuro del governo con i provvedimenti da approvare e le misure per rilanciare l'economia

Salvini

Avanti purché si avanzi. È un po’ questo il senso del pensiero del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che in due interviste rilasciate ai quotidiani “Libero” e “La Verità”, evidenzia ancora una volta quale sia il suo pensiero sul futuro dell’esecutivo gialloverde: «Non capisco le preoccupazioni di Conte. Io voglio fare il ministro dell’Interno e basta. Gli altri però devono cambiare passo. In ballo non ci sono voti in più, ma il futuro dell’Italia – spiega, e aggiunge che – deve essere chiaro a tutti che io sto al governo per aiutare gli italiani. Se uno pensa di stare lì a vivacchiare, si sbaglia di grosso».

Rilanciare l’economia
Salvini sottolinea come, lasciandosi alle spalle i no, è possibile «rilanciare l’economia, il lavoro e tagliare le tasse». Inoltre, il leader della Lega ricorda come alle ultime elezioni europee un terzo degli italiani ha scelto il suo partito alle urne, indicando la volontà che lui faccia «in economia ciò che ha fatto per affrontare il problema dell’immigrazione incontrollata». Per questo, spiega Salvini, «se dovessi rendermi conto che nei prossimi due anni non si può muovere o cambiare nulla, ne trarrei le conseguenze. In una parola, sarebbe inaccettabile».

Salario minimo e minibot
Il vicepremier parla anche di un possibile rimpasto di governo e precisa di non voler fare una questione di nomi sui dicasteri amministrati dai 5 Stelle, ma di cose da fare: «C’è l’alta velocità, lo sblocca-cantieri sul quale abbiamo trovato un accordo soddisfacente. Tutte queste sono opere che fanno ripartire il Pil. Però alcuni ministeri che nell’ultimo periodo hanno visibilmente rallentato devono ritrovare il passo. So che i Cinquestelle stanno facendo una riflessione su questo. Attendiamo».
Infine, parlando di una delle proposte care ai pentastellati, come il salario minimo Salvini si dice pronto a discuterne, ma fa una domanda «Chi lo paga? Le imprese. E se prima non abbassi le tasse alle imprese, come fanno a sostenerlo?». Nessun problema, invece, sui minibot che in questi giorni stanno facendo molto discutere: «Erano nel contratto di governo, ma non importa. Se non convincono io non mi impunto. Chiedo però a Tria e a Conte di trovare una soluzione rapida al problema».

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