Salvini, Di Maio: «Se sono tuo amico mettimi in condizione di difenderti»

Il vicepremier spera che il leader della Lega si presenti in parlamento a riferire sul Russiagate e parla dei rapporti tra i due partiti del governo su temi come le autonomie e l'Ue

Salvini

Quando il Parlamento chiama, bisogna rispondere. È questo, in sostanza, il pensiero espresso dal vicepremier Luigi Di Maio che, a “Unomattina” è tornato a parlare della vicenda Russiagate e della convocazione in parlamento di Matteo Salvini per riferire alle camere. Sull’innocenza del ministro dell’Interno, però, Di Maio non ha dubbi: «Se avessi avuto il minimo sospetto che Lega avesse preso soldi dalla Russia non starei al governo con loro, ma se il Parlamento chiede una audizione è giusto che si vada in Parlamento». Solo in quel caso, aggiunge il leader pentastellato, lui avrebbe la possibilità di difenderlo dalle accuse: «Se sono tuo amico mi devi mettere in condizione di difenderti, ma se te la prendi con me…Vai in Parlamento e mettimi in condizione di difenderti».

Autonomie regionali
Al momento i rapporti fra le due componenti del governo gialloverde si trovano a discutere anche sul tema delle autonomie regionali. La Lega vuole l’approvazione del provvedimento al più presto, mentre i 5 Stelle frenano: «Sull’autonomia ho preso l’impegno di onorare il referendum. Va fatta, l’unica cosa è che non deve essere a scapito di altre regioni». I tempi per l’approvazione, spiega Di Maio, «sono quelli del buon senso, se riusciamo a mettere da parte alcune fissazioni, come i metodi di calcolo che tolgono al Sud e al Centro, e a riconoscere l’autonomia su alcuni fronti, si accelera. Ma se dobbiamo fare le gabbie salariali…».

Ridurre le imposte
Per quanto riguarda le proposte del MoVimento 5 Stelle, il vicepremier sottolinea l’importanza di abbassare le tasse degli italiani eliminando alcune imposte come il bollo auto: «Visto che lo spread si è abbassato si potrebbe eliminare una tassa odiosa come quella del bollo auto. Il nostro obiettivo è entro fine anno avere o una consistente riduzione o che lo si possa abolire davvero. Le risorse le dobbiamo mettere insieme ma se riduciamo il costo lavoro e cominciamo a togliere qualche balzello abbiamo più occasioni».

Rapporti con l’Europa
Di Maio, durante l’intervento a Rai 1, commenta anche quanto avvenuto in Europa, con la Lega che, a differenza dei 5 Stelle, ha scelto di non dare il suo voto a Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza della Commissione Ue: «Il rischio – spiega il vicepremier – è che la Lega sta isolando l’Italia con il suo atteggiamento e poi, se avremo bisogno di aiuto, saremo come la Grecia. Ma noi vogliamo far contare l’Italia».  E aggiunge: «Sulle accuse che ci fa sull’elezione della von der Leyen, la Lega sta mentendo. C’era un accordo per cui la Lega avrebbe dovuto votare la presidente in cambio di un commissario, hanno capito di non riuscire ad aver un commissario e si sono ritirati, e lo hanno anche ammesso. Noi non abbiamo votato per una poltrona ma per gli impegni presi sul salario minimo, la riforma di Dublino, l’austerity», conclude.

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