Salvini, scatta il tour in Sardegna: dopo l’Abruzzo punta l’Isola

Sul prezzo del latte dei pastori si gioca l’esito delle elezioni regionali: il leader della Lega sostiene Christian Solinas, nome del centrodestra. E sono scintille con il M5S e il loro candidato Francesco Desogus

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(Fonte: Twitter @matteosalvinimi)

Chiamatelo pure Matteo Salvini Tour. Perché il leader della Lega conta di mettere la bandierina anche in Sardegna, dopo aver trionfato alle elezioni regionali dell’Abruzzo raggiungendo il 40 per cento dei consensi. Salvini ha annunciato via Twitter che sbarcherà sull’Isola e che ci resterà una settimana: «Amici sardi, da domenica sono da voi, e girerò di nuovo tutta la vostra splendida Isola, da Nord a Sud. Spero di incontrarvi, la liberazione dal Pd è vicina anche qui! #24febbraiovotoLega». Salvini sosterrà il candidato di centrodestra, Christian Solinas. Il M5S, invece, va in solitaria e si presenta ai nastri di partenza con il profilo di Francesco Desogus. Non sono mancate le scintille tra Lega e M5S, alleati nel governo centrale del Paese: il 24 febbraio – il giorno in cui la Sardegna è chiamata alle urne – si avvicina e finora non c’è stata un’atmosfera da fair play. Ci sta. E’ politica. E nessuno vuole perdere.   

Pastori e latte
Sul prezzo del latte sardo si gioca l’esito delle elezioni regionali. Come è noto, i pastori dell’Isola sono in rivolta, arrivando a scendere fino a Roma per difenderei loro interessi: al momento un litro viene pagato 55-60 centesimi dalla grande distribuzione. In altre parole è un lavoro a perdere, la goccia ha già fatto traboccare il vaso. Il tavolo della trattativa è stato avviato da Salvini al Viminale, ma non si è ancora messo un punto alla questione. Insomma, la partita resta apertissima, anche perchè il caso del latte ha avuto un richiamo mediatico a livello nazionale. Nel frattempo Francesco Desogus, il candidato del M5S in Sardegna, ha attaccato frontalmente il leader della Lega e di riflesso l’avversario Christian Solinas: «Sul prezzo del latte Salvini smetta di giocare col fuoco. La lotta dei pastori merita rispetto. Il fallimento del tavolo romano di ieri è infatti la dimostrazione che la questione del prezzo del latte non può essere piegata a speculazioni elettorali di sorta. Non si può risolvere tutto con un tweet. La Lega smetta di fare promesse a vuoto. Il Movimento 5 Stelle è vicino ai pastori e sta lavorando per una soluzione che duri nel tempo». In attesa di nuovi sviluppi, la parola fine (forse) alla querelle tra gli alleati di governo la metteranno gli elettori con il voto del 24 febbraio.

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