Salvini: “Spadafora? Fossi in lui mi dimetterei” 

“Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in conferenza stampa al Cara di Mineo. Con queste parole il vicepremier leghista replica a un’intervista a ‘La Repubblica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità. “L’Italia vive una pericolosa deriva sessista. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”, ha affermato Spadafora, criticando “gli attacchi verbali del vicepremier alla capitana Carola. L’ha definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole, quelle di Salvini, che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilaganti per giorni e giorni sui social”. Insomma, un “brutto clima” contro le donne, “e la politica non dà il buon esempio”. 

Nel frattempo, per motivi personali, Spadafora è stato costretto ad annullare gli impegni odierni della Cabina di regia per l’attuazione del Piano sulla violenza contro le donne e la successiva conferenza stampa con il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno (prevista oggi alle 12).  

Le parole del sottosegretario Spadafora animano un nuovo scontro all’interno del governo: “Va detto con chiarezza, sono gravi e inopportune. Accusare Salvini di essere l’artefice di ogni male e di qualsivoglia nefandezza è un vizio, poco edificante, che certa politica non vuole proprio perdere”, afferma il senatore della Lega Massimiliano Romeo, capogruppo in Senato. “Spadafora, in virtù della sua carica, dovrebbe rammentare che Matteo Salvini ha operato in accordo con le leggi di questo Paese e con la sua funzione di ministro degli Interni, opponendosi con la giusta fermezza ad un comportamento censurabile e perfettamente ascrivibile ad una provocazione politica”. “Non accettiamo, dunque, offese gratuite o lezioni morali da nessuno: Spadafora rifletta sulle sue parole e ci porga delle scuse, o se preferisce le sue dimissioni”, conclude Romeo. 

“Il sottosegretario Spadafora si sciacqui la bocca quando parla della Lega e del Ministro Salvini. Le sue esternazioni isteriche certificano una grave insofferenza alla quale solo lui può porre rimedio: scusandosi o dimettendosi”, ha commentato la deputata della Lega Barbara Saltamartini, presidente della Commissione Attività produttive. “Spadafora – sottolinea – sprechi meno tempo con certi gruppi di potere e magari ne dedichi un po’ di più alla tutela dei diritti delle donne: pari opportunità non significa sostenere solo i gay pride in giro per il mondo”. Spadafora “già che c’è – prosegue la deputata della Lega – abbia una buona volta anche il coraggio di prendere le distanze dai fomentatori di odio che sbandierano cartelloni con frasi disgustose – quelle sì davvero violente e sessiste – nei confronti del titolare del Viminale, che sta difendendo in prima persona l’Italia dall’invasione clandestina e al quale gli italiani sono grati. Magari ripassi quelli che sono i doveri di chi siede al Governo tra cui quello di garantire il rispetto delle leggi da parte di tutti, siano essi uomini o donne, come nel caso del capitano della Sea Wacht, Carola Rachete”.  

(Fonte: Adnkronos)