Sanità, case gratis per le famiglie dei bimbi malati. Si decide entro Natale

Teresa Zotta (M5S) spiega a Momento Italia i dettagli della proposta di delibera, del progetto Roma Hospitale, depositata in Comune

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Dover affrontare la malattia di un figlio e i costi di un trasferimento a Roma. È per venire incontro a queste difficoltà che nasce il progetto Roma Hospitale, che prevede aiuti alle famiglie costrette a trasferirsi per stare vicino ai propri figli ricoverati nelle strutture ospedaliere della Capitale. L’iniziativa è stata presentata, con una proposta di delibera, da due consiglieri del MoVimento 5 Stelle, Valentina Vivarelli e Teresa Zotta. «Ho avuto modo di incontrare alcune famiglie che avevano questa necessità – ci spiega Teresa Zotta – e così è nata questa idea di dare un qualche supporto a queste famiglie».

Com’è nata e cosa prevede la proposta?
La proposta è nata verificando un po’ com’è la situazione su Roma, che ospita nelle strutture ospedaliere bambini e famiglie che vengono da ogni parte d’Italia e dal mondo, per sottoporre i propri figli a cure particolari che, nella maggior parte dei casi, proprio perché si tratta di bambini piccoli, prevedono anche un soggiorno delle famiglie a Roma. Si tratta di bambini che possono essere soggetti a patologie di un certo tipo, quindi ovviamente è necessaria la presenza dei genitori anche come supporto psicologico. Sono famiglie che in alcuni casi devono lasciare anche un posto di lavoro, con una serie di situazioni che ovviamente sfuggono un po’ alla conoscenza della maggior parte delle persone. Per questo è nata l’idea di mettere a disposizione di queste famiglie dei beni di cui Roma Capitale dispone e l’abbiamo voluta chiamare Roma Hospitale, con l’h dell’ospedale, perché è proprio finalizzata a questo tipo di intervento.

Di cosa si tratterebbe nello specifico? Strutture abitative vicino agli ospedali?
Si, vicino a strutture specializzate per bambini. A disposizione delle famiglie con figli che devono essere sottoposti a cure particolari e che quindi necessitano proprio della presenza costante dei genitori. Ne abbiamo già parlato in commissione Politiche sociali e in commissione Patrimonio. Ora seguirà l’iter previsto per le delibere prima di arrivare in aula. Ci auguriamo che possa essere approvato. C’è anche da parte delle opposizioni un’attenzione al problema al punto tale che in commissione è stato espresso parere positivo anche da loro.

Sono previsti anche altri strumenti di supporto alle famiglie?
Sicuramente quelli previsti e che sono già in atto in questi casi. Un supporto psicologico, un supporto anche per eventuali altri bambini che frequentano la scuola e che sono stati obbligati, proprio per trasferimento in toto della famiglia, a venire a Roma e devono essere inseriti in un ambiente scolastico. Quindi è chiaro che si avvia un percorso che prevede tutta una serie di interventi atti a sostenere la tragedia di una malattia importante. Parliamo di malattie che prevedono un soggiorno prolungato, con degenza lunga, quindi è chiaro che si tratta di malattie di un certo tipo.

Quali saranno i tempi perché il progetto venga approvato?
Ora si avvia l’iter consueto per le delibere. Quindi la verifica della regolarità contabile, tecnica e tutte le verifiche che una delibera comporta prima che venga calendarizzata per la votazione dell’Aula Giulio Cesare a cui spetta poi il voto finale.
La consigliera Vivarelli ed io, abbiamo protocollato questa delibera. Gli uffici preposti hanno mandato per il parere alle commissioni questa proposta di delibera e le commissioni si sono già riunite, dando parere positivo. Ora ci sarà la calendarizzazione in aula che mi auguro possa essere entro dicembre. Siamo già avanti nel percorso, quindi siamo a buon punto. Incrocio le dita.