Sanità, partnership pubblico-privato per migliorare i servizi al cittadino

Nuovi modelli organizzativi possono portare all'introduzione di innovazioni per migliorare i servizi offerti in campo sanitario

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Da sinistra: Niccolò Cusumano, Veronica Vecchi, Andrea Urbani, Stefano De Lillo, Velia M. Leone

Innovare per migliorarsi. È questo l’obiettivo che deve intraprendere il sistema sanitario nazionale per riuscire a garantire la sua piena sostenibilità individuando, allo stesso tempo, soluzioni che garantiscano la qualità dei servizi offerti ai cittadini. C’è bisogno, pertanto, di nuovi modelli organizzativi, soprattutto per quel che riguarda le modalità d’acquisto in grado di fornire un valore aggiunto per le persone, viste sia come pazienti che contribuenti. Quest’argomento è stato al centro del workshop “Partnership per l’innovazione in sanità: un confronto con gli stakeholder”, organizzato a Roma, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa di “Lazio salute e sanità per l’eccellenza” in collaborazione con Sda Bocconi e Ngc Medical.

Innovare collaborando con i privati
L’incontro, che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo politico e addetti ai lavori nel campo della sanità, è stato introdotto dalle relazioni di alcuni docenti della School of Management della Bocconi che hanno cercato di spiegare come la partnership tra pubblico e privato possa portare benefici in campo sanitario. «Il privato – spiega a Momento Italia la professoressa Veronica Vecchi – può aiutare il sistema pubblico a essere più efficiente e più efficace. Il pubblico dal lato suo ha fatto degli importantissimi miglioramenti sul fronte del recupero dell’efficienza. Sicuramente da un punto di vista clinico la sanità italiana è un’eccellenza, ma abbiamo bisogno, in certi ambiti, di riportare il paziente al centro». La professoressa ricorda come negli ultimi anni sia stato fatto un importantissimo sforzo per recuperare l’efficienza, grazie alla spending review. «Questo – aggiunge – ha portato la sanità italiana ad essere quella che costa meno in assoluto al mondo rispetto al livello prestazionale che è in grado di offrire, quindi questo tipo di risparmi devono essere reinvestiti. Per questo motivo il raggiungere nuovi livelli di innovazione non può prescindere dalla miglior collaborazione con il settore privato. Come poi questa collaborazione possa prendere piede dipende da qual è l’ambito di riferimento, perché i modelli di collaborazione e di dialogo piuttosto che i modelli contrattuali sono molteplici».

C’è bisogno di nuovi modelli organizzativi
Anche l’ex senatore Stefano De Lillo, organizzatore e moderatore dell’evento, ricorda gli alti livelli di efficienza raggiunti dal nostro sistema sanitario, ma spiega che per continuare su questa strada bisogna innovare e, quando necessario, ricorrere a delle partnership che permettano di raggiungere nuovi obiettivi: «La possibilità di integrare sempre più delle iniziative che le nuove procedure di acquisto di partnership ci mettono a disposizione, permetteranno un miglior servizio per la salute dei cittadini. Con nuovi modelli organizzativi si può arrivare alla maggiore efficienza del servizio sanitario nazionale permettendo soprattutto l’accesso all’innovazione per strutture pubbliche che altrimenti non riuscirebbero a fornirne. Laddove ci sono delle strutture pubbliche che non riescono a seguire il tempo dell’innovazione, la partnership con un privato che metta a disposizione personale, operatori formati, sale operatorie, device e dispositivi medici trova la maggior capacità di rendere un servizio più efficiente».

Il punto di vista delle aziende
A spiegarci il punto di vista, sul partenariato pubblico-privato, per quanto riguarda la gestione di servizi è il presidente della Ngc Medical, Davide Arcidiacono: «Come azienda siamo impegnati in due direzioni fondamentali, quella di fornire al mercato la tecnologia sempre più all’avanguardia, ma anche affiancarci al mercato per trovare nuovi modi di fornire questa tecnologia e quello della partnership tra pubblico e privato è uno di questi». Inoltre, ricorda che per migliorare i servizi per i cittadini, in ambito sanitario, è necessario implementare il settore della gestione degli acquisti trovando modalità di approvvigionamento più snelle ed efficaci. Tuttavia, conclude, «È stata evidenziata anche la necessità di acquistare in modo giusto, con i canali e gli strumenti appropriati, monitorando la gestione della spesa e l’appropriatezza della terapia finalizzata attraverso di essa. Questo è un punto chiave, un punto centrale».