Sanremo 2020: l’altra faccia del Festival fatta di ‘paghe vergognose’, Rai sotto accusa

Il carrozzone del Festival di Sanremo è pieno di gente.  Sono, infatti, tantissimi a mettere in moto una macchina che fa incollare davanti alla tv milioni di telespettatori.  Prima che Amadeus ed il suo partner maschile o femminile di turno salgano sul palco c’è una tutta una macchina organizzativa. Ma c’è soprattutto chi la musica la fa: i componenti dell’orchestra.

50 euro al giorno con ritmi infernali

Sono proprio loro a finire sotto la lente d’ingrandimento. In un festival in cui si guadagnano decine di migliaia di euro per apparizioni di pochi minuti, ci sono professionisti dello strumento musicale che verrebbero pagati una miseria. Si parla di compensi medi da cinquanta euro al giorno.  Davvero poco, se si considera che, in alcuni casi, sono costretti ad iniziare a provare alle 10 del mattino e a finire la propria giornata di lavoro a notte inoltrata con la conclusione della diretta. Sanremo è un sogno di tanti, ma c’è chi chiede rispetto. Soprattutto perché si tratta di persone qualificate che, in molti casi, devono anche pagarsi l’alloggio in una zona che, in questo periodo, propone costi difficili da sostenere. Non è un caso che si parla di camere in cui dormo in sei.

La denuncia arriva dalla  Cgil

“Ricchi cachet per artisti famosi e paghe vergognose per altri professionisti: 50 euro al giorno è il compenso di molti musicisti che si esibiranno da oggi sul palco dell’Ariston”. La denuncia arriva direttamente  dalla Slc Cgil.

La situazione fa discutere anche perché coinvolge direttamente un’azienda pubblica. Risulta, perciò, “ancora più grave  – sottolinea il segretario generale del sindacato Emanuela Bizi. – quando a determinarla è la Rai, azienda che svolge il fondamentale compito di servizio pubblico, e che non può discriminare o non pagare adeguatamente tutti i suoi lavoratori, compresi gli artisti”.