Sardegna, vince il centrodestra ma Salvini dice addio ai vecchi alleati

Alle regionali crolla il MoVimento 5 Stelle e risale il Partito democratico, mentre Berlusconi prova a convincere il leader della Lega a tornare sui suoi passi

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(Fonte: Twitter @matteosalvinimi)

Il centrodestra trionfa in Sardegna con Christian Solinas che ottiene il 47 per cento dei voti. Tuttavia, nonostante l’esito fuoriuscito dalle urne, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, guarda al futuro e, anche in vista di future elezioni afferma che le vecchie alleanze non verranno riproposte: «Col vecchio centrodestra non tornerò mai – spiega il leader della Lega in un’intervista a “La Repubblica” – questo deve essere chiaro. Governiamo insieme nelle regioni, nei comuni. Ma finisce lì». Salvini commenta anche il risultato del MoVimento 5 Stelle, alleato di governo, che ha visto il suo candidato superare appena il 10 per cento delle preferenze. Un crollo verticale per il partito che alle ultime elezioni politiche aveva ottenuto per Camera e Senato il 42,5 e il 42,2 per cento delle preferenze. «È stato un voto locale – spiega Salvini – che non incide affatto sulle scelte nazionali. Io non mi sento più forte e Luigi (Di Maio, ndr.) non deve sentirsi più debole».

I vertici 5 stelle non fanno drammi ma la base protesta
Lo stesso Di Maio, su Facebook, non ha fatto eccessivi drammi sul risultato delle urne, ricordando, invece, come sia la prima volta che il MoVimento ottiene dei consiglieri regionali in Sardegna. «Voglio dire anche che, e non mi stancherò mai di ripeterlo, è inutile che si confronti il dato delle amministrative con quello delle politiche: si confrontano, in questo caso, le mele con le pere. Noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto dei risultati totalmente diversi da quelli nazionali e la Sardegna non fa eccezione». Inoltre, Di Maio punta il dito contro le liste civiche che hanno permesso a centrodestra e centrosinistra di staccare il MoVimento: «Eravamo 60 candidati (quelli del MoVimento 5 Stelle) contro 1.350, con decine di liste civiche e una scheda elettorale che era un lenzuolo. Stiamo parlando di una situazione nella quale se andate a vedere le singole forze politiche vedrete che il MoVimento è in linea con tutte le altre. Il tema sono queste ammucchiate di liste civiche».
Tuttavia, la base pentastellata protesta, sia contro i vertici regionali, che contro lo stesso Di Maio. Il risultato elettorale, ben lontano da quello delle politiche del 4 marzo 2018, sarebbe sia il risultato degli ultimi eventi come il voto per l’immunità a Salvini sul caso Diciotti, che una campagna elettorale sul territorio non condotta in maniera ottimale, con la senatrice campana, Paola Nugnes che, all’AdnKronos, parla di una leadership di Di Maio da rimettere in discussione. A risponderle è il tesoriere del M5S alla Camera, Sergio Battelli: «Non abbiamo bisogno di picconatori ma di visione e proposte».

Il “richiamo” di Berlusconi
Intanto, Silvio Berlusconi commenta positivamente la vittoria del centrodestra e cerca di far tornare Salvini sui suoi passi: «Ho ragione io – afferma il presidente di Forza Italia – il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese e Forza Italia resta una sua componente essenziale. Ogni giorno dico a Salvini di staccare la spina a questo governo, ora che i Cinque stelle vengono sempre più abbandonati dagli italiani, è arrivato il momento di farlo».
Berlusconi, in una nota, esprime alcune considerazioni sugli avversari politici: «il centro-sinistra ha confermato di essere in crisi di idee, di uomini, di consenso. I Cinque Stelle hanno finalmente imboccato la strada di un declino irreversibile che si aggrava man mano che il Paese si rende conto della loro totale inettitudine».

Riparte il centrosinistra
Il dato elettorale, nonostante la sconfitta, consegna qualche dato positivo anche al centrosinistra, con il suo candidato, Massimo Zedda, che supera il 30 per cento dei consensi, mentre il Partito democratico con il 13 per cento delle preferenze si attesta come primo partito nella regione.  «Siamo stati competitivi – commenta il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio –  il centro sinistra tiene, certamente hanno vinto loro, ma rispetto alle elezioni del 4 marzo i segnali sono incoraggianti a proseguire su una strada di unità». E Nicola Zingaretti, candidato alle primarie dem, in un post su Facebook parla di «un popolo del centrosinistra che non è scomparso. Ha solo avuto poca fiducia nella possibilità di avere una forte rappresentanza». E conclude: «Noi dobbiamo lavorare su questo, con pazienza, con una cultura unitaria e soprattutto stando vicini alle persone».

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