Schiavitù, dalla Chiesa campagna social contro industria da 150 miliardi di dollari

Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani: il 28 per cento sono minori

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Un'immagine della campagna social della Santa Sede

Si celebra oggi la Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani promossa dall’Onu, un appuntamento ricordato anche da Papa Bergoglio durante l’Angelus di ieri in piazza San Pietro. «E’ responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine della tratta di persone». E’ il monito che il Pontefice ha lanciato al termine delle celebrazioni. Papa Francesco ha sottolineato che «questa piaga riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell’accattonaggio e della delinquenza forzata, anche qui a Roma. Anche le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta».

#EndHumanTrafficking
Già da qualche giorno la sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale ha lanciato una campagna social per sensibilizzare contro la tratta di esseri umani. #EndHumanTrafficking, l’hashtag di riferimento dell’iniziativa. «La schiavitù è un’industria da 150 miliardi di dollari. Le persone non sono in vendita!», è uno degli altri messaggi diffusi dal Dicastero.

La tratta dei bambini
L’Unicef e il Gruppo di Coordinamento Interagenzia contro la Tratta di esseri umani (ICAT) hanno lanciato l’allarme sui bambini che costituiscono circa un terzo delle vittime di tratta identificate a livello globale. Secondo le stime, infatti, circa il 28 per cento delle vittime di tratta identificate a livello mondiale sono bambini. In regioni come Africa Subsahariana e America Centrale e Caraibi, i bambini costituiscono una percentuale anche maggiore delle vittime di tratta identificate, rispettivamente il 64 per cento e 62 per cento.

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