Scuola, per risparmiare si ricorre sempre di più ai libri usati

Secondo l'Osservatorio di Findomestic la percentuale di chi acquista libri e dizionari usati per i propri figli sale dal 48,3 per cento del 2018 al 52,3 per cento del 2019

La coperta degli italiani è sempre corta, si avvicina l’inizio della scuola e per risparmiare su libri e dotazione scolastica le famiglie si affidano più all’usato e meno all’online. Secondo i dati del nuovo Osservatorio mensile di Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas, la spesa media degli italiani per mandare i figli a scuola è in lieve calo (-2 per cento) rispetto allo scorso anno e si comprano più libri e dizionari usati (52,3 per cento del campione, 4 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente), ma anche abbigliamento di seconda mano (10,7 per cento degli intervistati, 3,3 punti percentuali in più rispetto al 2018).

Spesa media più bassa dal 2012
Secondo l’Osservatorio, realizzato in collaborazione con Doxa, gli italiani quest’anno prevedono di sborsare mediamente 597 euro, cifra tra le più basse dal 2012 ad oggi. Guardando agli ultimi 8 anni si va dai 548 euro medi del 2012 al picco massimo di 735 euro del 2015. Chi ha due figli o più, però, quest’anno spenderà mediamente il 2 per cento in più rispetto al 2018: da 686 a 701 euro. E tuttavia lungo lo stivale ci sono differenze. Al Centro si rileva quest’anno la spesa media più alta (688 euro) e nel Nord Ovest quella più bassa (556 euro). Per far fronte ai costi della scuola è sempre più elevata la percentuale di chi si “appoggia” al reddito attuale: dal 57 per cento del 2018 al 61,2 per cento del 2019. Nel Nord-Est si tende a essere più autosufficienti, il 74,3 per cento attinge alle proprie finanze personali.

In genere si può contare meno su aiuti esterni e risparmi: dal 37,5 per cento del 2018 si scende al 34,2 per cento di quest’anno. Nel meridione d’Italia, però, questa componente è importante: il 46,8 per cento ne beneficia, una percentuale doppia in confronto ai residenti nel Nord Est (19,6 per cento).

Il ricorso ai prestiti
Rispetto agli ultimi tre anni aumentano quelli che utilizzano un finanziamento: dal 2 per cento del 2017 al 3,6 per cento del 2019. Anche se libri e dizionari rimangono per il 66,6 per cento degli intervistati la voce più “pesante” del “paniere” scolastico, zaini e cancelleria incidono sempre di più da otto anni a questa parte: il 47,1 per cento del campione, la percentuale più alta dal 2012, ritiene che sono tra gli acquisti più onerosi anche perché le scuole da anni richiedono in maniera crescente questi materiali agli studenti.

L’Osservatorio mensile di Findomestic rileva anche un 20,8 per cento di risposte che indica i mezzi di trasporto fra le voci più consistenti del budget scolastico. Libri e dizionari, abbigliamento e computer: meno acquisti online e più usato. Per far bastare la coperta aumentano gli italiani che acquistano per i propri figli libri e dizionari usati: la percentuale sale dal 48,3 per cento del 2018 al 52,3 per cento del 2019. All’incremento dell’usato fa da contraltare il calo degli acquisti online: 5 punti percentuali in meno rispetto al 2018 per chi si affida al web per libri e dizionari (dal 50,9 per cento del 2018 al 45,7 per cento del 2019).

Meno e-commerce e più usato
La stessa dinamica interessa l’abbigliamento: cresce di oltre 3 punti rispetto al 2018 la percentuale (10,7 per cento) di chi ricorre all’usato (pratica particolarmente diffusa nel Centro Italia dove la percentuale sale al 23,2 per cento), mentre cala dall’11,4 per cento del 2018 all’8,7 per cento del 2019 la percentuale di chi si affida al web. Di seconda mano si comprano anche più computer: 5,5 per cento degli intervistati rispetto al 4,5 per cento del 2018 (il pc usato va più di moda nel Nord-Ovest, 10,9 per cento) mentre passa da 13,7 per cento a 11,9 per cento la percentuale di chi acquista il pc per i figli online. E’ in crescita costante, invece, dal 2013 il ricorso all’e-commerce per gli articoli di cancelleria, fatta eccezione per gli acquirenti di zaini online che diminuiscono rispetto all’anno precedente di 4 punti percentuali (dal 28,8 per cento del 2018 al 24,8 per cento di quest’anno). Detrazioni spese scolastiche, queste sconosciute. Aumentano quest’anno tra gli intervistati quelli che non conoscono o non utilizzano le detrazioni al 19 per cento per le spese scolastiche consentite nella dichiarazione dei redditi: dal 41,5 per cento del 2018 si sale al 45,6 per cento di quest’anno. Se nel Centro Italia sfruttano meglio questa opportunità (55 per cento), lo stesso non accade nel Sud e nelle Isole (38,5 per cento).