Scuola pubblica, per gli italiani è peggiorata negli ultimi anni

Solamente il 3 per cento crede che sia migliorata con il tempo: è risultato del sondaggio condotto dall'Istituto Swg

scuola pubblica

Adesso si vive la corsa all’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico, ma c’è anche la missione di finire in tempo i compiti assegnati per le vacanze. Ormai ci siamo: la scuola sta per ricominciare, anche se in realtà in alcune regioni d’Italia è già scattata la prima campanella. Ma qual è la percezione che hanno gli italiani della scuola pubblica? L’ha scoperto l’istituto Swg tramite un sondaggio.  

Bocciata in pieno
Per gli italiani la scuola pubblica è peggiorata negli ultimi anni. Lo dice più della metà di chi ha partecipato al sondaggio (55 per cento). Il 30 per cento ritiene che non sia cambiata, il 12 per cento non si esprime, mentre solamente il 3 per cento crede che sia migliorata con il tempo. 

Il Presidente della Repubblica
A sostegno della scuola, dell’istruzione e della cultura in generale si è speso Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, intervenuto alle celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione italiana editori: «E’ tempo questo di riapertura delle scuole, questi sono i giorni dei libri di testo, tante famiglie si stanno misurando con le difficoltà di assicurare ai propri figli tutto quel che occorre per l’istruzione. L’istruzione dei ragazzi è un interesse primario della Repubblica. Desidero quindi sottolineare l’alto valore sociale dei libri di testo». Di più. «Si legge ancora troppo poco in Italia. Dobbiamo migliorare: leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno».

«Viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie – come sempre, in realtà, nella storia – ma con un ritmo di gran lunga più incalzante. Cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme e nuove tecniche e costringono a correre. I prossimi centocinquant’anni saranno un’avventura affascinante, in ampia misura inimmaginabile per noi. Ma della lettura avremo sempre bisogno. Si affermerà sempre. La forza della cultura – ha concluso Mattarella – è insuperabile, in tutte le sue varie espressioni, con tutti i mezzi che vi sono e vi saranno. La forza della cultura, che passa anche dalla lettura, è insuperabile».