Scuola, quella perfetta si trova in Puglia ma al Sud va la maglia nera

Legambiente indica tra gli esempi positivi l'Istituto dell'Infanzia Don Tonino Bello di Uggiano la Chiesa, in provincia di Lecce

scuola

Il dato di fatto è che la scuola non è uguale per tutti. Il Nord corre, mentre il Sud va piano, troppo piano (al netto di qualche eccezione). La fotografia arriva da Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi. Nella top ten della classifica troviamo solamente Comuni del Nord se si esclude Prato (7º). Dopo Bolzano (1º) e Trento (2º), ecco Bergamo (3º) e quattro capoluoghi dell’Emilia Romagna come Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda le città del Sud e delle Isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). Sempre in fondo, una città del Centro, Latina (81º) e una del Nord, Trieste (76º). E’ Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º), Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º), Catania (53º), Bari (62º), Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina. Roma, Bologna e Cagliari non hanno inviano dati o li hanno consegnati incompleti.  

Rischio sismico
La situazione è preoccupante dal punto di vista della sicurezza, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio (al sud tre scuole su quattro sono in area a rischio sismico, con la Sicilia che vede interessate quasi il 98,4 per cento delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4 per cento). Non mancano esempi positivi come Cosenza (17º) – che oggi ha tutte le scuole con le certificazioni richieste grazie ad un abile reperimento di fondi nazionali e regionali – e come Ragusa (48º), che si è dimostrata virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria. Al Sud solo una scuola ogni quattro risulta costruita secondo criteri antisismici e non si pratica la necessaria prevenzione. La verifica di vulnerabilità sismica è stata eseguita solo dal 27,4 per cento degli edifici del Sud e dal 2,4 per cento delle scuole delle Isole mentre la percentuale sale al 50,9 per cento al Centro e 35,3 per cento al Nord.

Vicino Lecce l’eccellenza
Nel dossier di Legambiente brillano dieci esempi virtuosi, storie di scuole sostenibili. Spicca l’Istituto dell’Infanzia Don Tonino Bello di Uggiano la Chiesa (Lecce), una scuola all’avanguardia che è tra le prime per la classe energetica A ma anche l’unica a livello nazionale ad aver eliminato il gas radon e il rischio di legionella. Una struttura sicura e al tempo stesso efficiente. Nel cuore del Sud.

Ecco cosa è stato fatto a Uggiano la Chiesa
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La riqualificazione dell’edificio ha permesso il rifacimento della pavimentazione esistente, ai fini dell’eliminazione del problema delle infiltrazioni di acqua piovana dal terreno, della drastica riduzione della presenza di radon all’interno degli ambienti e dell’incremento dell’isolamento termico del pavimento, mediante la realizzazione di un vespaio aerato e coibentato (misura anti-radon) e di un nuovo pavimento in parquet. La formazione di un vespaio areato ed isolato è stato realizzato, mediante il posizionamento, su un piano preformato, di elementi plastici, costituiti dal 100% di plastica riciclata che impediscono la risalitadell’umidità e di gas nocivi come il gas radon. Questo sistema isola anche le fondazioni consentendo, rispetto ad un vespaio realizzato con metodi tradizionali, di eliminare il ponte termico che si viene a generare in corrispondenza del nodo costruttivo tra la soletta in calcestruzzo del vespaio e le strutture di fondazione. Per quanto riguarda l’efficientamento energetico sono stati eseguiti interventi di coibentazione con “cappotto termico” delle murature esterne, di sostituzione di tutti gli infissi esterni e di coibentazione del solaio di copertura costitutito da pannelli termoisolanti con manto impermeabile, composto da guaina armata TNT, massetto in calcestruzzo alleggerito con polistirolo, tufina per la configurazione delle pendenze e posa in opera del lastricato solare con lastre in pietra leccese. E’ stato realizzato ex novo l’Impianto elettrico interno ed esterno con sostituzione degli organi illuminanti esistenti con corpi illuminanti a LED, i quali consentono di ottenere risparmi di energia elettrica di oltre il 50% rispetto ai sistemi tradizionali; l’intervento ha riguardato anche l’installazione di impianti speciali qualil’impianto di videosorveglianza e di allarme antintrusione. Il tradizionale impianto di riscaldamento con caldaia a metano e ventilconvettori/radiatori, è stato sostituito da un efficientissimo impianto di riscaldamento e raffrescamento che utilizza una pompa di calore aria-acqua con alimentazione elettrica e ventilconvettori come terminali. Tale sistema garantisce, oltre a consumi più bassi, maggiore versatilità nell’utilizzo ed un gradevole benessere grazie ad un uniforme movimento dell’aria in tutte le condizionid’uso. Il nuovo impianto di produzione di acqua calda utilizza i collettori solari termici posizionati sulla copertura della scuola, che sfruttano l’energia solare per riscaldare l’acqua, ed un serbatoio di accumulo con pompa di calore. Lo scalda acqua a pompa di calore di classe energetica A+, utilizza la tecnologia della pompa di calore a quella ad accumulo di calore. L’unione delle 2 tecnologie, pompa di calore e accumulo, consente di realizzare notevoli risparmi: la tecnologia della pompa di calore consente di ottenere un rendimento stagionale del 123%; la produzione istantanea d’acqua calda, insieme all’assenza di energia supplementare per il ciclo di disinfezione dell’acqua, produce altri guadagni in termini di consumo energetico. Tale risparmi energetici aumentano ulteriormente in quanto tale impianto è stato combinato ad un impianto solare termico ed interconnesso al sistema fotovoltaico. In tale sistema, diversamente dagli accumuli tradizionali, l’acqua calda che si utilizza non viene immagazzinata nel serbatoio di accumulo, ma riscaldata istantaneamente mentre defluisce nel serbatoio, secondo il principio first-in-first-out. In tal modo si elimina completamente ogni rischio di legionella. Infine come accennato è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 16 kWp posizionato sulla copertura dell’edificio, connesso in rete, in grado di produrre circa 22.400 kWh di energia elettrica all’anno e un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, costituito da collettori solari di superficie totale pari a circa 5 mq in grado di produrre“gratuitamente” oltre il 75% del fabbisogno di acqua calda dell’edificio».

   

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