Scuola, Renzi a Conte e Azzolina: “Niente scherzi a settembre si deve tornare in classe”

“Oggettivamente riaprire le scuole sarebbe stato importante già a maggio. Ma ora non è il tempo di fare polemiche, quel che è stato, è stato. Al presidente Conte e al ministro Azzolina noi mandiamo un messaggio: niente scherzi a settembre! La didattica a distanza anche basta. Noi dobbiamo tornare in classe e se i ragazzi non vanno in classe avranno un danno pazzesco. La scuola è stata chiusa prima delle funivie. Poi abbiamo riaperto i pub prima delle scuole”. Lo ha detto l’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, presentando a Firenze il suo libro “La mossa del cavallo”.

Parlando dell’emergenza Coronavirus, Renzi ha inoltre definito “doverosa” la commissione d’inchesta sulle morti nelle Rsa “e mi auguro che possa fare chiarezza; certamente noi non chiediamo presidenze: noi vogliamo stare sulla politica, non sulle poltrone”.

La magistratura, ha aggiunto Renzi, “farà le sue indagini e porterà avanti il suo compito sui singoli casi”, “ma la politica deve intervenire” per chiarire i meccanismi di quanto accaduto.

Scuola, approvazione decreto a rischio

Intanto il decreto scuola viaggia sul filo del rasoio per tempi e discussioni.

“La Lega è scesa in campo intervenendo in Aula fino le sei di questa mattina per opporsi in tutti modi al decreto scuola. Ha presentato 105 ordini del giorno per migliorare un testo disastroso, 83 dei quali approvati: chiediamo, in primis, chiarezza sulla riapertura in sicurezza a settembre per tutti gli studenti e non solo per alcuni, la stabilizzazione dei precari e la presa in considerazione degli istituti paritari completamente dimenticati dal governo”, si legge in una nota del gruppo della Lega alla Camera. “La nostra battaglia -si legge ancora- proseguirà con l’intervento di tutti i nostri deputati presenti. Oltre 100 interventi per portare in parlamento le proteste, i dubbi e le incertezze di migliaia di insegnanti, studenti e famiglie”.