Scuole, Bussetti: «Tuteliamo studenti immigrati, ma prima i nostri figli»

Il ministro dell’Istruzione: «Stiamo affrontando il tema con serietà e responsabilità. A differenza di come è stato fatto in passato»

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Il ministro della Pubblica Istruzione, Marco Bussetti (foto da Twitter)

Fedele alla linea della Lega. Da «prima gli italiani», a «prima i nostri figli». Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in un’intervista al quotidiano “La Stampa”, ha toccato il tema dei figli degli immigrati nelle scuole, ritornata alla ribalta per il caso di Minerbe, dove una bimba, figlia di stranieri, ha mangiato per pranzo solamente cracker e tonno perché i genitori non avevano pagato la retta della mensa. Mentre gli altri bambini consumavano un pasto completo, la bimba è scoppiata a piangere.

Le parole di Bussetti
«La scuola è il luogo principale di inclusione nella nostra società. L’ho sempre detto, fin dal mio insediamento. Voglio ribadire anche che questo governo non agisce in maniera pregiudiziale rispetto alla questione migratoria: stiamo affrontando il tema con serietà e responsabilità. A differenza di come è stato fatto in passato. Regolare i flussi tutela innanzitutto chi cerca rifugio in Italia, avendone diritto. Penso anche, però, che il primo pensiero debba sempre essere quello di aiutare i nostri giovani affinché possano farsi una famiglia, avere de figli, vivere con serenità il loro progetto di vita. La ritengo una priorità assoluta».

La questione demografica
«E’ il risultato di una serie di fattori fortemente connessi. E va trattata in maniera “integrata”, lavorando su più fronti. Come governo sentiamo forte la necessità di mettere ciascun individuo nelle condizioni di progettare la propria esistenza, di raggiungere i suoi sogni e i suoi obiettivi. Dobbiamo dare maggiori certezze ai giovani, ridurre il precariato, dare la possibilità di programmare l’avvenire».

Nuovi concorsi per le scuole
«Il calo del numero degli studenti può essere l’occasione per dare più tempo alla scuola e una maggiore offerta formativa ai nostri bambini e ragazzi – chiude il ministro – Pensiamo al tempo pieno al Sud. O alle cosidette classi “pollaio” che potranno essere eliminate. Sono così convinto di questo approccio, che stiamo per lanciare nuovi concorsi, vogliamo una nuova stagione di assunzioni».

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