Scuole, in Italia cadono a pezzi: un crollo ogni tre giorni

In meno di 20 anni si registrano 39 giovanissime vittime: la denuncia è di Cittadinanzattiva e Save the Children

detrazioni spese scolastiche

Più passano le ore, più sale il rischio. Il patrimonio edilizio scolastico italiano ha registrato, secondo la stampa locale, 47 crolli nei primi mesi del 2019: praticamente uno ogni tre giorni. Si viaggia verso il record negativo perché l’anno scorso si è toccato il primato con 50 crolli e distacchi di intonaco. In Italia esistono 40.151 edifici attivi dedicati all’istruzione. Oltre la metà (22 mila) è stata costruita prima del 1970. Solo il 53,2 per cento degli edifici possiede il certificato di collaudo statico, mentre il 53,8 per cento non ha quello di agibilità/abitabilità. Circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una pericolosità sismica alta o medio-alta (si tratta del 43 per cento delle strutture).

Troppe vite spezzate 
L’insicurezza delle scuole ha provocato, a partire dal 2001, 39 giovanissime vittime. Tra loro, i 27 bambini della scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia (Campobasso), che morirono il 31 ottobre 2002 durante il terremoto che colpì la Puglia e il Molise, e Vito Scafidi, morto il 22 novembre 2008 a seguito del crollo di un controsoffitto nel Liceo “Darwin” di Rivoli (Torino). E’ la denuncia di Cittadinanzattiva e Save the Children, che questa mattina hanno presentato, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, un Manifesto in nove punti per una proposta di legge sulla sicurezza degli istituti scolastici. In ricordo di queste giovani vittime e perché queste tragedie non si ripetano, Cittadinanzattiva e Save the Children hanno chiesto ai parlamentari di tutti gli schieramenti di depositare e discutere in Parlamento una proposta di legge che superi l’attuale frammentazione normativa e garantisca a studenti, personale docente e non docente spazi sicuri e protetti dove poter apprendere o lavorare senza rischiare la propria vita.

Gli interventi

«Da anni organizzazioni come le nostre e singoli cittadini si battono in prima persona e svolgono un ruolo di stimolo verso le istituzioni nello spirito dell’art. 118 comma 4 della Costituzione, perché la sicurezza scolastica sia garantita nei fatti. Crediamo che una proposta di legge che veda al centro, tra i vari elementi, la partecipazione dei cittadini per la messa in sicurezza, la ricostruzione e costruzione di nuovi edifici scolastici, possa diventare un terreno di impegno comune per organizzazioni civiche, comitati e istituzioni. Per questo ringraziamo innanzitutto i parlamentari oggi presenti, appartenenti ai diversi schieramenti politici, per il sostegno al Manifesto e ci appelliamo a tutti i gruppi perché ne prendano in carico le proposte, facendosi promotori di un disegno di legge da approvare nel più breve tempo possibile», ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, l’organizzazione nata nel 1978 per promuovere l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni e il sostegno alle persone in condizione di debolezza.

«Serve una legislazione che possa integrare e riordinare l’attuale normativa, frammentaria e incompleta, e mettere finalmente al centro il diritto dei bambini a una scuola sicura in senso strutturale e antisismico, ma anche confortevole e priva di barriere architettoniche, e il diritto delle famiglie a una piena informazione sulla condizione degli edifici che i loro figli frequentano. Soltanto garantendo supporto tecnico agli enti locali proprietari delle scuole nel realizzare gli interventi necessari, chiarendo le responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte e considerando la cultura della prevenzione un obiettivo formativo nei curricoli scolastici sarà possibile garantire che tutti, bambini, ragazzi insegnanti e personalenon docente, possano imparare e lavorare in luoghi sicuri», dice Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

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