Seggiolini in auto, obbligo allarme salva bebè: senza si rischia la patente

Giorgia Meloni, leader di Fdi e prima firmataria della legge: «Se riesco a salvare qualche bambino sarà valso tutto l'impegno politico di più di vent'anni»

seggiolini

I seggiolini avranno l’allarme incorporato: il salva bebè adesso è legge. Niente più tragedie, si spera. Niente più titoli e notizie del tipo «mamma dimentica il figlio in auto per ore sotto al sole: bambino di tre mesi muore per il caldo», oppure «il padre va al lavoro e lascia la figlia in auto: muore bimba di un anno». Un blackout di pochi attimi che può rovinare famiglie,  cancellare vite innocenti. La nuova legge dispone che il conducente che trasporta un bambino di età inferiore ai quattro anni deve assicurarlo al sedile con un sistema di ritenuta con allarme volto a prevenire l’abbandono del piccolo. La sanzione per la mancata osservanza dell’obbligo va da 81 a 326 euro di multa e in caso di recidiva nell’arco di due anni è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

A senso unico
Il ddl approvato dal Senato sull’obbligo del dispositivo salva-bebè in auto ha modificato l’articolo 172 del codice della strada in materia di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini. L’obbligo sarà in vigore comunque entro il 1° luglio 2019, anche se spetta al ministero delle Infrastrutture, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’emanazione di un decreto con la definizione delle caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di allarme. Il Senato ha approvato con 261 sì, nessun voto contrario e un astenuto, il ddl salva bebè. Il provvedimento, che non è stato modificato rispetto alla Camera, è legge.

Giorgia Meloni
«Per me è assolutamente un orgoglio dare il mio nome ad una legge così importante che consentirà di salvare la vita a qualche bambino e anche a qualche famiglia. E’ un atto di civiltà e dignità per il Parlamento italiano averla approvata  all’unanimità – spiega Giorgia Meloni, leader di Fdi ideatrice e prima firmataria della legge salva-bebè – E’ una norma che ci mette all’avanguardia. Siamo la prima nazione a legiferare su un dramma che pure è comune a tutte le nazioni occidentali. Speriamo di poter essere un esempio anche per gli altri. Ci aspettiamo e chiediamo, ora, che nella manovra finanziaria ci siano anche gli incentivi per aiutare le famigle con l’installazione del dispositivo. Questa legge porta il mio nome, e di tutte lo cose che ho fatto nella mia vita politica, e ne ho fatte, forse è la più importante: se riusciremo con questa legge a salvare qualche bambino, sarà valso tutto l’impegno politico di più di vent’anni. Ne valeva la pena…».

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