Semplificazione fiscale: niente più imposte sull’affitto non incassato

E' una delle novità introdotte dal progetto di legge e dedicata a chi affitta immobili ad uso abitativo. Ma tanti altri sono i provvedimenti previsti con l'intento di aiutare i lavoratori e i più giovani

Nel «pdl Semplificazione ci sono importanti novità di buonsenso per lavoratori e ragazzi». A dirlo sono il deputato Alberto Gusmeroli e tutti i componenti della commissione Finanze della Camera: Laura Cavandoli, Giulio Centemero, Roberto Ferrari, Francesca Gerardi, Alessandro Pagano, Paolo Paternoster, Leonardo Tarantino e Silvia Covolo, cofirmatari del progetto di legge che esprimono «soddisfazione per l’approvazione della norma per agevolare la vita a chi le imposte le deve pagare».

Punti salienti
«Tra i 37 articoli che costituiscono il provvedimento – sottolineano i deputati – riepiloghiamo alcuni dei più importanti: incremento da 10 a 15 giorni i termini per l’emissione della fatturazione elettronica, eliminazione della Tasi ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita fintanto che permanga tale destinazione e non siano stati locati; è stato inserito un articolo per far in modo che i cittadini che affittano gli immobili ad uso abitativo (valevole per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2020) non pagheranno più le imposte sull’affitto che non hanno incassato».

«Abbiamo inserito – evidenziano ancora – un articolo per esentare dalle imposte sui redditi le associazioni assistenziali come “non commerciali”; abbiamo inserito un articolo a favore delle associazioni sportive dilettantistiche che consente di autocertificare alle stesse il non superamento della franchigia per i compensi ricevuti».

Sguardo al futuro
«In merito alla promozione dell’economia locale per i comuni al di sotto dei 20.000 abitanti, abbiamo previsto agevolazioni in favore di chi procede all’ampliamento degli esercizi commerciali esistenti oppure alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi», aggiungono Gusmeroli, Cavandoli, Centemero, Ferrari, Gerardi, Pagano, Paternoster, Tarantino e Covolo. «Ripensare al riutilizzo dei prodotti per lasciare un mondo migliore ai nostri figli è stato fatto all’interno di questo provvedimento dove abbiamo inserito anche un beneficio fino ad un massimo di 10.000 euro annui sotto forma di credito d’imposta per le imprese e per i lavoratori autonomi che utilizzano prodotti derivanti dal riciclo o riuso nella loro attività. Dunque, -argomentano ancora- norme di assoluto buonsenso all’interno del provvedimento oltre ad esserci giustizia sociale ed attenzione all’ambiente e quindi al futuro dei nostri figli», dicono.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

3 × 4 =