Sepolti dal fango nella villa abusiva  

Solo in quattro si sono salvati. Tutti gli altri, ben 9 persone, componenti di due gruppi familiari, sono morti quando la villetta in cui vivevano è stata travolta da acqua e fango. Una villetta abusiva, afferma il sindaco del comune palermitano, Giovanni Di Giacinto. Ma quelle di Casteldaccia non sono le uniche vittime del maltempo in Sicilia, dove il bilancio è tragico: a perdere la vita sono state 12 persone. 

L’acqua e il fango proveniente dal fiume Milicia hanno sfondato i vetri della villetta di Casteldaccia, raccontano i soccorritori che sono intervenuti subito dopo la tragedia nell’abitazione che si trova a poche centinaia di metri dal fiume esondato. “Non c’è stato il tempo per salvarsi”, dicono. L’acqua e il fango hanno raggiunto il tetto della casa. I morti sono due bambini di uno e tre anni, un ragazzo di 15 anni e 6 adulti. A salvarsi un uomo e due bambine che avevano da poco lasciato le famiglie per andare a comprare dei dolci e un altro uomo, Giuseppe Giordano, che trascinato fuori dalla villetta si è aggrappato a un albero. Nell’alluvione l’uomo ha perso la moglie e due figli, una di un anno e uno di 15. “Sono rimasto aggrappato per più di due ore e mezzo a un albero. Gridavo con tutta la forza in corpo – racconta – per chiedere aiuto per i miei familiari. Ma ho perso tutto. Mia moglie e due figli. Sono un uomo disperato”. La terza figlia si è salvata solo perché era andata a comprare i dolci con lo zio.  

Sulla villetta di Casteldaccia pendeva un ordine di demolizione, afferma il sindaco, ma la demolizione non è mai stata eseguita perché i proprietari hanno impugnato l’ordine del Comune davanti al Tar. “Finora il Tar non si era espresso – ha detto Di Giacinto – quindi non abbiamo potuto demolire la casa”. La documentazione relativa alla demolizione è stata consegnata dal sindaco alla polizia che conduce l’inchiesta coordinata dalla Procura di Termini Imerese (Palermo). “Siamo qui con la polizia – ha aggiunto l’ex deputato dell’Ars – perché stiamo consegnando tutte le carte”. 

La Procura di Termini Imerese (Palermo) nel frattempo ha aperto un’inchiesta sulla tragedia. Al momento il fascicolo è contro ignoti e senza ipotesi di reato. Il Procuratore di Termini Imerese (Palermo) Ambrogio Cartosio si è recato nella villetta, poi ha sorvolato a bordo di un elicottero dei carabinieri l’area interessata dall’alluvione. Ci sono troppe costruzioni “in una zona pericolosa troppo vicino al mare”, ha detto Cartosio. Ma ha aggiunto anche: “Non mi pronuncio sulla opportunità della costruzione delle case in quella zona”. Con ogni probabilità il reato contestato nell’inchiesta sarà di disastro colposo. 

(Fonte: Adnkronos)