La serie A vuole ripartire. Il ministro Speranza gela il calcio: “Non è la priorità del Paese”

“La ripartenza del calcio non è una delle priorità del Paese. Ci sono 400 morti al giorno”. Cosi il ministro Speranza a Radio Capital: “Lo dico con il massimo rispetto – ha aggiunto – e da grande appassionato di calcio però viene prima la vita delle persone. Le priorità del Paese oggi sono altre. Lavoreremo perché a un certo punto si possa riprendere la vita normale ma la priorità in questo momento deve essere ancora salvare la vita delle persone».

il ministro Speranza gela cosi il mondo del calcio pronta a ripartire già dal prossimo 4 maggio. Il campionato ancora in gioco è quello della Serie A perché la B può aspettare e la C ha già manifestato l’intenzione di rinunciare alla stagione 2019/2020. I primi ad interrogarsi sul Protocollo medico saranno gli stessi giocatori chiamati ad esprimersi prima del confronto generale con il governo.

CALCI DI RIGORE

La partita sul futuro della nostra Serie A è arrivata ai calci di rigore: mercoledì, in video conferenza, tutti gli attori in campo ascolteranno le riflessioni del governo per capire se, e quanto, il ritorno ad allenarsi il 4 maggio resti, o diventi, obiettivo reale.Figc, Lega di A, B e Lega Pro, Sindacato calciatori, allenatori e Associazione degli arbitri da una parte, il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora dall’altra, sul tavolo le 57 pagine di un Protocollo licenziato dalla Commissione medica della Federcalcio seguendo anche, e soprattutto, le indicazioni della comunità scientifica nazionale.

PROTOCOLLO

Il Protocollo prevede test sierologici e molecolari tre, quattro giorni prima dell’eventuale via libera al cosiddetto «gruppo squadra», giocatori, staff e tutti coloro che entrerebbero a contatto diretto con gli atleti. Poi, se nel caso, allenamenti con distanze non inferiori ai due metri, precauzione indispensabile nei movimenti e in tutto ciò che riguarda la giornata dentro a ritiri blindati o agli alberghi scelti se il club non è dotato di strutture proprie: due metri che potrebbero scomparire gradualmente dopo i primi sette giorni di lavoro perché, passata la prima delle tre settimane di allenamenti, in campo i giocatori avrebbero la possibilità di svolgere una preparazione tipo.