Servizio civile, l’identikit del volontario: donna, diplomata e senza lavoro

ASC ha tracciato un focus sui giovani che stanno partecipando ai progetti messi a bando nel 2018

servizio civile

Il servizio civile tira. Passano gli anni, ma detiene una forte presa sulle nuove generazioni. Lo dicono i numeri: in totale, per il 2018, sono stati messi a bando 53.363 posti di servizio civile per i quali sono state presentate oltre 121 mila domande. ASC (Arci Servizio Civile) ha tracciato un focus sui giovani che stanno partecipando ai progetti. L’identikit del volontario tipo? Donna, diplomata e senza lavoro. E molto soddisfatta dell’esperienza a due mesi dall’inizio di questa parentesi di vita.

Tutti i numeri
I giovani volontari in servizio civile sono in maggioranza femmine: il 61 per cento di quote rosa contro il 39 per cento. La presenza maschile è aumentata, ma molto lentamente: solo il 5 per cento in 10 anni. Sono in generale con un buon livello di scolarizzazione: il 33 per cento è laureato, il 58 per cento è diplomato, il 9 per cento possiede la licenza media. La partecipazione di questi ultimi, storicamente i meno presenti, è nel tempo aumentata. I volontari, inoltre, sono in prevalenza studenti (37 per cento) o senza lavoro (il 23 per cento in cerca di prima occupazione, il 14 per cento disoccupati); tra quelli che lavorano, corrispondenti a circa un quarto dei giovani, una larga maggioranza svolge lavori saltuari. La maggioranza di chi partecipa al servizio civile, il 57 per cento, ha esperienza di attività di volontariato; gli altri, che comunque rappresentano una buona quota, ne sono digiuni.

Perchè scelgono il servizio civile?
Il 22 per cento cerca un percorso di crescita personale; il 14 per cento vuole approfondire la formazione; il 13 per cento vuole guadagnare qualcosa; il 13 per cento ricerca nuove esperienze; il 12 per cento lo sceglie per entrare nel mondo del lavoro; il 7 per cento per fare quello che piace; il 6 per cento per mettersi alla prova. Insomma, le ragioni di crescita personale ed altruistiche superano di gran lunga quelle utilitaristiche, legate al compenso e al desiderio di entrare nel mondo del lavoro.

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