Coronavirus a L’aria che tira: ‘Dobbiamo stare in astinenza?’, risponde la virologa

Il coronavirus non uccide quasi mai. Complica la situazione di chi è già debilitato, a volte irrimediabilmente, o di chi non può essere trattato con ventilazione artificiale. E’ questo il riassunto che l’opinione pubblica deve cogliere da oltre due settimane di dibattiti medico-scientifici in televisione. Tuttavia, sarà dovere di tutti adottare comportamenti che ne limitino un pericolosissimo e facile contagio.  Il rischio è che la ricettività sanitaria vada al collasso e non abbia risorse per accogliere tutti quelli che avrebbero bisogno di usufruire, ad esempio, della terapia intensiva.

La domanda di Myrta Merlino sul coronavirus

Meno il virus si diffonderà e meno quel 20% di complicazioni sarà sinonimo di un dato in grado di mettere in difficoltà il sistema sanitario nazionale.   Il decalogo degli esperti  per non fare degenerare la situazione prevede di limitare la socialità: baci e abbracci compresi.

C’è, però, una domanda che nel corso de L’aria che tira è stata posta alla virologa Maria Rita Gismondo e che probabilmente in molti si fanno.

“E’ una dom manda un po’ cretina, ma mi sento di fargliela’ ha esordito Myrta Merlino. “Stiamo parlando  – ha proseguito – anche del nostro partner o solo di conoscenti per strada? Stiamo tutti in astinenza?”

Risponde la virologa Maria Rita Sacco

“Credo – ha risposto la virologa Maria Rita Gismondo –  che in Italia ci sia fondi sulla maturità e sul senso di responsabilità delle persone. Non credo che stasera  le coppie si separeranno perché devono stare ad un metro di distanza. Se, però, io sono una persona che lavora in ambiente ospedaliero e più a rischio d’infezione, avrò un senso di responsabilità maggiore che non la partner di un’altra coppia che lavora in un ufficio per conto suo. Sono misure che si consigliano per contenere il virus, da usare con una certa responsabilità ed intelligenza”.