Sette, come accorgersi se siamo stati agganciati

In un convegno, all'Università Lumsa di Roma, sono stati presentati i dati del fenomeno e le varie dinamiche con cui si sviluppa

Sette
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante il convegno alla Lumsa

È stato un convegno diverso dalle solite lezioni universitarie quello a cui hanno assistito gli studenti dell’Università Lumsa di Roma. L’evento, “La trappola delle sette”, è stato un’occasione per discutere di psicosette e sette sataniche andando ad analizzare quali sono le tecniche di adescamento utilizzate per trovare adepti, le personalità di quest’ultimi, le caratteristiche dei manipolatori e le varie fattispecie criminali che si configurano dalla violenza privata all’estorsione, passando per la circonvenzione d’incapace fino alla violenza sessuale, la pedofilia, l’omicidio e l’istigazione al suicidio. Presenti il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, insieme a esponenti della Polizia di Stato, della magistratura e della Chiesa.

I dati del fenomeno
Quello delle sette è un fenomeno in aumento. Come risulta, infatti, dai dati del servizio AntiSette della APG23 (Associazione che dal 2002 si occupa delle vittime delle sette ed ha attivo il Numero Verde 800228866), dall’inizio dell’anno ci sono state 2467 richieste di informazioni, di consulenza e domande d’aiuto. La maggior parte delle richieste arriva dal Nord Italia (il 39 percento), seguito dal Centro (32 percento) e dal Sud (29 percento). Al primo posto si trovano le psicosette con il 41 percento di diffusione, seguite dai gruppi che praticano culti estremi con il 30 percento, le sette magico-esoteriche al 16 percento e le sette pseudo-religiose al 13 percento. Il presidente dell’associazione, Giovanni Paolo Ramonda, ha commentato: «Le sette proliferano dove l´individualismo sfrenato, l´utilizzo maldestro dei social ed una comunità frammentata lascia sole le persone deboli e facile preda dei violenti e degli approfittatori». Per prevenire e combattere il fenomeno, dal 2006 sotto il controllo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, è attiva la Squadra Anti Sette.

Le dinamiche delle sette
Dalle analisi della Polizia di Stato è emerso come tutte le varie realtà presentino caratteristiche comuni come l’adozione di tecniche simili che vanno dalla manipolazione al condizionamento mentale per portare gli adepti verso l’alienazione della propria personalità. Le vittime vengono fatte allontanare dal nucleo familiare con la scusa che questo sia responsabile delle energie negative che agiscono sul nuovo adepto e sostituiscono i suoi rapporti familiari con quelli della comunità. Spesso, chi cade vittima di una setta, si trova in una situazione di vulnerabilità ed è così facilmente suggestionabile. Si può essere avvicinati dai manipolatori in vari contesti, dalla conoscenza casuale, a un incontro durante un corso o un seminario, senza dimenticare, ovviamente, internet e i social media.
L’individuo viene pian piano indottrinato e le sue resistenze abbattute. Nella maggior parte dei casi, ogni setta si poggia sulla figura di un leader carismatico che instaura con gli adepti un rapporto di potere capace di creare un canale privilegiato di comunicazione, caratterizzato da una forte asimmetria.

La manipolazione della vittima
Chi cade vittima di una setta viene sottoposto a una vera e propria manipolazione della personalità. Un individuo vulnerabile a causa di una particolare situazione personale (da un lutto, a problemi economici o di lavoro fino a una delusione d’amore) è la vittima perfetta di una setta. Tuttavia, i vari meccanismi grazie ai quali viene esercitato il controllo sugli adepti possono essere individuati e, in quel caso, si possono attuare azioni di prevenzione verso la vittima. Soprattutto bisogna fare attenzione a bruschi cambi di personalità, cambiamento degli interessi personali, isolamento in casa e da conoscenti e familiari, aggressività durante le comunicazioni, modifica del linguaggio, assimilazione totale all’indottrinamento con idealizzazione del leader e del gruppo.

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