Si facevano menomare per truffare le assicurazioni. Undici fermi a Palermo

Scoperte dalla polizia due organizzazioni criminali che, dopo aver adescato persone ai margini della società, le convincevano a farsi gettare dischi di ghisa sugli arti per mettere in scena le conseguenze di incidenti stradali

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Un fermo immagine del video girato dalla polizia

A gennaio dell’anno scorso un cittadino tunisino è stato trovato morto su una strada alla periferia di Palermo. All’inizio si è pensato alla conseguenza di un incidente stradale. Poi, le indagini condotte dalla squadra mobile di Palermo hanno permesso di ricostruire la verità: l’uomo era morto a causa dalle fratture multiple procurate scientemente da alcuni appartenenti ad una associazioni criminale al fine di inscenare, appunto, un finto incidente.

Le indagini hanno scoperto che non si è trattato di un caso isolato. Da questa mattina la polizia di Stato di Palermo sta eseguendo un provvedimento di fermo nei confronti di 11 persone emesso dalla Procura della Repubblica, volto a disarticolare due pericolosissime organizzazioni criminali dedite a queste frodi assicurative realizzate attraverso la menomazione di arti di vittime compiacenti.  Particolarmente cruenta la dinamica: i criminali scagliavano sulle vittime pesanti dischi di ghisa, come quelli utilizzati nelle palestre, in modo da procurare le fratture che spesso costringevano la vittima anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e a volte alla sedia a rotelle.

La polizia ha accertato che le vittime compiacenti venivano reclutate dai membri delle organizzazioni in luoghi frequentati da soggetti ai margini della società, tra questi tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcol, e con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, mai corrisposti dalle organizzazioni criminali.

Le associazioni criminali organizzavano le frodi assicurative su vittime alle quali a volte i membri delle associazioni in maniera rudimentale somministravano dosi di anestetico procurate da uno dei soggetti fermati tra cui un’infermiera in servizio presso l’ospedale Civico di Palermo. Ciò al fine di attenuare le grida di dolore delle vittime.

 

 

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