Sicurezza, 15 milioni di euro per le telecamere in asili e ospizi

La Camera dei deputati ha approvato una proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali

asili

Uno degli argomenti più sentiti dalle persone è, senza dubbio, la sicurezza. In particolar modo quando si parla dei nostri figli o dei nostri cari. Le tante notizie di violenze e maltrattamenti avvenuti in asili nido e strutture di riposo per anziani hanno spesso scosso l’opinione pubblica portando i membri del parlamento a presentare, più volte, proposte di legge volte a tutelare la sicurezza di chi ci è caro. È su questa scia che la Camera ha approvato la proposta di legge della deputata di Forza Italia, Annagrazia Calabria, su “Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio e delega al Governo in materia di formazione del personale”.
Ora, per il via libera definitivo alla nuova proposta, bisognerà attendere l’approvazione da parte del Senato. Nella precedente legislatura la Camera aveva già approvato un documento riguardante la videosorveglianza per gli asili e le strutture per anziani. Tuttavia, una volta a Palazzo Madama, il testo non era arrivato all’analisi dell’Aula.

I contenuti della proposta
Come si legge nel testo della proposta: «La volontà di colmare un vuoto normativo grave, in una situazione in cui molto spesso la prevenzione degli abusi è nulla (e a scoprire e denunciare i casi sono le famiglie), era ed è un atto di responsabilità verso coloro i quali non hanno la possibilità di difendersi da soli».
Nei primi due articoli si spiega come asili nido, sia comunali che privati, insieme a scuole dell’infanzia potranno dotarsi di sistemi e apparecchiature di videosorveglianza a circuito chiuso, con immagini criptate. Le registrazioni potranno essere visionate soltanto dalle forze di Polizia, a seguito di una denuncia. Lo stesso vale per le strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.
Per quanto riguarda la tutela della privacy all’art. 4 della proposta di legge si legge come «Il Garante per la protezione dei dati personali, con proprio regolamento da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce le garanzie di riservatezza che devono essere osservate per l’installazione e per il funzionamento delle videocamere a circuito chiuso di cui alla presente legge».  Nel testo, inoltre, si legge che per l’attuazione dei provvedimenti previsti è stato istituito, per il prossimo triennio (2018-2020) un fondo di 5 milioni di euro all’anno destinato all’acquisto, all’installazione e alla manutenzione e gestione degli impianti di videosorveglianza.

I commenti all’approvazione
«Il nostro partito – spiega Maria Spena, deputata di Forza Italia – continua la sua battaglia a tutela di quelle fasce più fragili e quindi più facilmente vittime di abusi o violenza. A beneficiarne, oltre i soggetti chiave del provvedimento, saranno anche le famiglie, che potranno affidare i loro cari presso gli asili o le strutture con maggiore serenità, consapevoli che, da oggi, saranno più tutelati».
Soddisfazione anche per la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, che ricorda come l’approvazione della legge sulla videosorveglianza sia un successo per le famiglie che potranno vivere più serene: «Avremo nuovi strumenti per prevenire abusi e maltrattamenti facilitando il lavoro delle Forze dell’ordine». A protestare contro l’approvazione è il deputato di Civica popolare, Gabriele Toccafondi, che commenta: «Il giacobinismo alla fine ha portato sulla ghigliottina gli stessi giacobini, per questo il buon senso è sempre preferibile alla demagogia». E aggiunge che, pur presentando degli aspetti positivi, l’attuazione della legge avrà dei costi altissimi: «l’art. 5 della legge prevede la possibilità di installare telecamere in ogni stanza e angolo delle strutture. Una risposta costosissima e impraticabile che non aiuta e non risolve i problemi di sicurezza. Meglio, molto meglio lavorare ed investire su formazione, selezione, controlli».

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