Sicurezza, Salvini: «Preferiamo l’antimafia dei fatti a quella delle parole»

Il vicepremier e ministro dell'Interno ha commentato le ultime operazioni delle forze dell'ordine contro la criminalità organizzata e ha ricordato alcuni punti presenti nel decreto sicurezza bis

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Una serie di operazioni antimafia volte all’arresto di 115 persone. Ad effettuarle la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza, sull’intero territorio nazionale, coordinate dalle Direzioni distrettuali antimafia e dalle Procure. Il risultato è stato commentato entusiasticamente dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Ringrazio forze dell’ordine, magistrati e prefetti di frontiera che ogni giorno contribuiscono in modo decisivo a ripulire l’Italia dai criminali. I risultati confermano che preferiamo l’antimafia dei fatti a quella delle parole. In un anno di governo, e ne sono orgoglioso, abbiamo rafforzato l’Agenzia per i beni confiscati e sequestrati, assunto donne e uomini in divisa, acceso telecamere, sostenuto i sindaci, dato fondi per la prevenzione, attaccato le piazze di spaccio».
Salvini, poi, ha ricordato alcuni contenuti del decreto sicurezza bis: «Abbiamo proposto la norma spazza-clan, per velocizzare le notifiche ai condannati. Abbiamo ufficializzato il programma di assunzioni per le forze dell’ordine in tutte le province italiane. Alle critiche e agli insulti, rispondiamo con i risultati».

Reati contestati
Si va dall’omicidio, concorso esterno in associazione mafiosa e l’estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico internazionale di droga e detenzione illegale di armi. Sono questi, comunica il Viminale, i reati contestati ai diversi clan decapitati da Caserta a Capua, da Torre Annunziata a Roma, dalla Sicilia alla Puglia, con ben 50 arresti nel Foggiano.
L’obiettivo del ministero dell’Interno è quello di prevenire episodi di guerra di mafia, smantellare le grandi piazze di spaccio, contrastare i traffici illeciti e le condotte estorsive, le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e il reclutamento di manodopera mafiosa. A questo proposito sono, poi, stati effettuati altri 8 arresti nel Foggiano, di pregiudicati pronti ad agguati contro appartenenti al clan opposto.

E la caccia ai clan continua: una settimana fa, infatti, è stato arrestato a Tangeri il camorrista Raffaele Vallefuoco, 55 anni, esponente di spicco del clan Polverino e inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi. Il tutto senza dimenticare i successi dell’Agenzia per i Beni sequestrati e confiscati. È di questi giorni, aggiunge il ministero dell’Interno, la notizia dei fondi per ristrutturare degli immobili strappati ai boss, per restituirli in servizi alla comunità come centri per giovani o per donne vittime di violenza. Per la Sicilia sono arrivati 17,97 milioni, per la Calabria 7,65.

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