Sicurezza stradale: Federciclismo, ‘mistificante dire che non facciamo niente’ 

“Alludere all’immobilismo della Federazione Ciclistica Italiana è un esercizio di mistificazione che non rappresenta la realtà e soprattutto non aiuta la battaglia per un Paese più pedalabile. Battaglia che avrebbe bisogno invece di maggior unità di intenti, nel rispetto delle proprie differenze e competenze”. E’ quanto scrive la Federazione ciclistica italiana “in seguito a quanto accaduto recentemente ad Alessandro De Marchi, Letizia Paternoster, Vittoria Bussi, lo junior Andrea Ortolani e ad altri atleti in precedenza, ai quali si esprime tutta la solidarietà e vicinanza, e alle seguenti polemiche che in alcuni casi hanno coinvolto direttamente la Fci”.  

Qui lo sfogo di De Marchi e l’attacco di Marco Scarponi 

La Federciclismo, in una lunga missiva, “tiene a precisare che la stessa Federazione da sempre affronta molto seriamente il problema della sicurezza dei propri tesserati. Lo fa direttamente, operando per rendere sempre più sicure le manifestazioni ciclistiche, e indirettamente, consapevole che i maggiori rischi si corrono in allenamento, momento nel quale la Fci può svolgere (come fa da anni), attività di supporto tecnico e collaborazione con Istituzioni competenti ed accreditate per migliorare la sicurezza degli utenti della bicicletta”.  

Dopo un’elencazione delle iniziative, in larga parte di stampo educativo e comunicativo ma anche infrastrutturali e regolamentari (ciclodromi per allenamento, scorte per le gare, sensibilizzazione dei tesserati) la Fci ricorda che le azioni elencate “hanno portato, a febbraio di quest’anno, alla firma di un protocollo che ha allargato gli ambiti di collaborazione. Polizia di Stato e la Federciclismo si impegnano a sviluppare iniziative congiunte nei settori della comunicazione, della formazione, dell’educazione stradale e per la prevenzione degli incidenti.”  

“Infine, ma non meno importante, la Federazione -conclude la nota- ha sempre convintamente appoggiato tutte quelle proposte a livello legislativo che mirano ad aumentare la sicurezza, dalla proposta di legge per 1,5 metri, portata avanti insieme all’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti, alla riscrittura del nuovo codice della strada”.