Sindacati, cala la fiducia e crolla il numero delle iscrizioni

Secondo un’indagine dell’Istituto Demoskopika, in Italia, nel biennio 2015-2017 il numero di iscritti alle principali associazioni sindacali è diminuito drasticamente, soprattutto nelle regioni del sud

Il sindacato non attira più come un tempo. La prova è il calo delle iscrizioni che negli ultimi anni sono diminuite per circa 450 mila unità. Se nel 2013 i tesserati delle varie sigle sindacali erano poco più di 11 milioni e mezzo, nel 2016 sono scesi a 11,4 milioni fino agli 11,1 del 2017. I dati sono frutto di un’indagine dell’Istituto Demoskopika, che ha analizzato le iscrizioni ai principali sindacati nelle varie regioni, in riferimento al biennio 2015-2017. A rimetterci maggiormente sono state Cgil e Cisl, con un calo rispettivamente di 285 mila e 188 mila tesserati, mentre l’unica a tenere è la Uil che, inoltre, registra, nel periodo osservato, un incremento di 26 mila iscritti.

La Cgil in calo nelle “regioni rosse”
Per quanto riguarda la Cgil, il calo più drastico è stato registrato nelle regioni guidate dal centrosinistra: in Campania, Puglia ed Emilia-Romagna, ad esempio, ci sono state rispettivamente 55,8 mila (17,9 per cento), 54,1 mila (18 per cento) e 46,5 mila (5,7 per cento) iscrizioni in meno. La Cisl, invece, ha registrato il maggior decremento di iscritti in Sicilia (- 38,7 mila iscritti), Campania (- 30,6 mila iscritti) e Puglia (-22,5 mila iscritti). La Uil, infine, è l’unica ad aver visto crescere i suoi iscritti con un aumento pari all’ 1,4 per cento. Le maggiori adesioni si sono registrate in Puglia, con quasi 10 mila iscritti in più, seguita dal Piemonte con 5,5 mila nuove adesioni e dalla Lombardia con un aumento di quasi 4 mila tesserati.

Diversamente da quanto riportato nel grafico il dato corretto della Lombardia è di – 50.734

Il calo degli iscritti è maggiore al sud
Il calo, quindi, colpisce soprattutto il sud con quattro regioni nei primi sei posti. Chi ha visto scendere più drasticamente le iscrizioni al sindacato è la Campania, con quasi 91 mila iscritti in meno seguita dalla Puglia, con un calo di quasi 67 mila tessere. Al terzo e quarto posto troviamo Sicilia e Lombardia che hanno visto diminuire il numero degli iscritti di oltre 50 mila unità (rispettivamente -53729 e -50734), seguite da Emilia Romagna (- 46061 iscritti) e Calabria (- 33826). Sono soltanto tre, invece, le regioni che hanno registrato un aumento delle adesioni alle varie sigle sindacali: il Trentino Alto Adige con poco più di 8 mila iscrizioni, il Veneto con poco più di 6 mila e la Valle d’Aosta con 630 nuovi tesserati. Per quanto riguarda i valori assoluti, nel 2017, la Lombardia rimane la regione col maggior numero di iscritti (1.785.961), seguita dall’Emilia Romagna (1.206.707) e dal Veneto (930.392). La prima regione del sud Italia è la Sicilia al quarto posto (859.861).

L’appeal dei sindacati nelle varie regioni
L’Indice di Appeal Sindacale (IAS) ideato da Demoskopika, inoltre, ha tracciato una classifica delle varie regioni organizzata analizzando l’attrattività dei sindacati sul territorio considerando gli iscritti alle principali sigle sindacali e quanti, con più di 14 anni, avessero svolto delle attività a titolo gratuito per un sindacato. Le varie regioni sono state quindi divise in tre livelli: alto, medio e basso, in base all’indice di fiducia.
Fanalino di coda della classifica sono Piemonte, Valle d’Aosta e Campania, mentre tra le regioni con maggior appeal sindacale troviamo Basilicata, Toscana e Sicilia. La prima è la regione con il maggior numero di iscritti con 717 individui ogni 1000 occupati, mentre la seconda detiene il primato dei volontari con 16 persone ogni 1000 abitanti over 13 anni.

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