Sindrome di Down, la bella storia di convivenza di Livia, Davide, Ludo e Sara

Il progetto innovativo della cooperativa sociale Alice ha una durata di un anno: sotto lo stesso tetto ci sono persone pronte per un’esperienza nel sociale e disabiliti

sindrome di Down

Una bella storia che va dritta sotto l’albero di Natale. E che scalda un po’ il cuore. Il progetto Inter Aequalis è entrato nel vivo permettendo a quattro ragazzi di andare a vivere da soli, di diventare più autonomi e di mettere una nuova esperienza nel grande bagagliaio della vita. Altro che Grande Fratello. Da qualche mese, in un appartamento di Alba, vivono insieme Livia e Davide, una coppia di fidanzati, e Ludovica e Sara, due ragazze con sindrome di Down. Sono entrati nella casa a luglio e questo sarà il loro primo Natale sotto lo stesso tetto. Il progetto innovativo ha una durata di un anno: propone la convivenza alla pari tra persone pronte per un’esperienza nel sociale e persone con disabilità. Visto il buon esito dell’esperimento sono state aperte le candidature per la seconda edizione ad altri ragazzi e ragazze che vogliono intraprendere questa avventura.     

I conquilini 
Livia e Davide formano una coppia consolidata, si frequentano da 4 anni. Lui ha 29 anni e lavora come tecnico in un’azienda gas e luce del territorio. Lei ha 33 anni e fa un’illustratrice di tessuti. Tra le passioni in comune il percorso fatto negli scout. L’anno scorso hanno deciso che era tempo di andare a convivere. Ma non in solitaria. Bensì con Ludovica e Sara, che non si conoscevano fino a qualche mese fa. Entrambe hanno la sindrome di Down e hanno sempre vissuto con i loro genitori, ma tutte e due hanno tanta voglia di indipendenza. Una ha 41 anni, è estroversa e dà una mano in una libreria in città, l’altra ne ha 38, è di poche parole e collabora con l’università. Così Livia e Davide: «Abbiamo pensato che fosse un bel modo per iniziare la nostra vita insieme, non focalizzandoci solo su noi due. Siamo molto soddisfatti della nostra scelta. Pensavamo che sarebbe stato più impegnativo e invece è un’esperienza divertente e costruttiva, ci sta aiutando a dare il giusto valore alle cose, a non arrabbiarci per le sciocchezze. Le nostre coinquiline ci stanno insegnando molto». Felici anche Ludovica e Sara: «Ci sentiamo una famiglia. Per ora ci fermiamo a dormire solo tre notti alla settimana. Durante il giorno stiamo imparando a fare la spesa, a cucinare, a fare le pulizie. Abbiamo diviso i compiti in base ai turni, anche se a volte facciamo ancora un po’ di confusione. Ci piace far trovare la cena pronta a Livia e Davide quando tornano dal lavoro».  

Come funziona
Le ragazze della casa sono seguite da tre operatori della cooperativa sociale Alice. Si va dall’aiuto sulla gestione del denaro, fino a cose più semplici, come fare una lavatrice o rispettare i turni e le regole della convivenza. Mensilmente ci si incontra anche con i genitori e con nuovi aspiranti inquilini. «Deve essere a tutti gli effetti una convivenza alla pari – spiega Emilianna Troiano referente del progetto -. Stiamo già cercando nuovi candidati, conviventi e ragazzi con disabilità che abbiano voglia, per un anno, di creare queste famiglie allargate». Il progetto chiaramente ha bisogno di sponsor per crescere. Al momento sono aperte le candidature per la seconda edizione: le possono presentare coppie e amici e persone con disabilità lievi. Così Marco Bertoluzzo, direttore del Consorzio socio-assistenziale Alba-Langhe-Roero: «Un progetto stimolante. Il rischio spesso è di trattare la persona disabile come un eterno bambino, mentre in questo caso lo si accompagna verso la responsabilizzazione, l’autonomia, l’indipendenza. E lo si fa basandosi sul concetto della reciprocità, in modo innovativo, ma proprio per questo difficile da far rientrate nei canoni previsti dalla normativa che regolano i finanziamenti. Il tema ci è caro, come Consorzio abbiamo attivato una scuola di autonomia e lavoriamo sul “dopo di noi”. Con l’anno nuovo dovremo cominciare a pensare tutti insieme come rendere il progetto sostenibile sotto il profilo finanziario».

Un grande progetto 
Inter Aequalis è promosso dalla cooperativa sociale Alice di Alba, in collaborazione con il Consorzio socio assistenziale Alba-Langhe-Roero, Soc Servizi Sociali distretto di Bra, l’associazione La Carovana, l’associazione di volontariato Lucio Grillo e il liceo scientifico L. Cocito, patrocinato dall’Asl Cn2 e co-finanziato dalla Fondazione Crt. Obiettivo: offrire anche alle persone con disabilità l’opportunità di spiccare il volo e lasciare il nido dei genitori, per provare l’esperienza di vivere da soli.

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