Siria, violenti scontri tra Turchia e forze di Assad 

Scontri si registrano nel nord della Siria tra forze turche e forze siriane fedeli a Bashar al-Assad. Lo riferisce sul suo sito web l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede in Gran Bretagna legata agli attivisti delle opposizioni. Secondo l’Osservatorio i “violenti scontri” di queste ore sono i primi del genere da quando il 9 ottobre è scattata l’offensiva turca ‘Fonte di pace’ nel nordest della Siria. Stando agli attivisti, ci sono stati attacchi dell’artiglieria e combattimenti nella zona di al-Assadiya, a sud della città di Ras al-Ayn, vicino al confine con la Turchia. 

Gli scontri sono avvenuti a poche dallo scadere della tregua annunciata il 22 ottobre da Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan per consentire ai miliziani curdi siriani delle Ypg di lasciare l’area del nordest della Siria lungo il confine con la Turchia teatro della contestata operazione militare turca. L’accordo “storico” annunciato a Sochi dai presidenti di Turchia e Iran concedeva alle Ypg 150 ore per ritirarsi e, segnala l’agenzia Dpa, la tregua dovrebbe scadere alle 18 ora locale. Le Ypg, sostenute dagli Usa, hanno avuto un ruolo chiave nella lotta all’Isis in Siria, ma la Turchia accusa i miliziani curdi siriani di essere legati al Pkk, considerato organizzazione terroristica dal governo di Ankara. Ieri il capo della diplomazia turca Mevlut Cavusoglu ha ribadito che “se allo scadere delle 150 ore le Ypg non si saranno ritirate dalla zona di confine”, la Turchia “spazzerà via i terroristi” rimasti nell’area.  

Caccia russi hanno condotto raid aerei sulla periferia meridionale di Idlib, nel nord della Siria, inserita nelle cosidette ”zone di de-escalation”. Lo riferiscono gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani su Twitter. I particolare, i caccia russi hanno bombardato le città di Marzita e Marat Harmah, come spiega il sito di Baladi Network.