Sluurpy, la startup che ti mostra il menù dei ristoranti

Il portale permette di consultare l'offerta di oltre 100 mila ristoranti classificati grazie a un algoritmo che li giudica sulla base di 60 parametri

Consultare il menù di migliaia di ristoranti per decidere dove andare a mangiare e poterlo fare tramite un unico sito. Tutto questo è possibile grazie a Sluurpy, portale sulla ristorazione che ha raccolto circa 100 mila menù di ristoranti, divisi in almeno mille città italiane. L’idea è venuta, nel 2013, a due bolognesi, Davide e Simone Giovannini, che hanno sviluppato la startup all’interno della loro società di web marketing. Sluurpy, ci spiega Davide Giovannini, che dell’azienda è anche responsabile marketing, nasce per una casualità, mentre una sera con il fratello cercava online il menù di una pizzeria da asporto: «abbiamo visto che non c’era nessun portale che pubblicava i menù dei locali da asporto. Così, all’interno della nostra azienda, abbiamo cominciato nei ritagli di tempo a strutturare questa idea». Un progetto che, pian piano, è riuscito a conquistare il pubblico raggiungendo ogni mese quasi 2 milioni di utenti con più di 5 milioni di pagine sfogliate.

Come avete raccolto tutti i menù?
La problematica principale che abbiamo incontrato è stata proprio quella di raccogliere i menù. Il nostro obiettivo era avere sul portale i menù originali, scansionati. Quindi abbiamo prima raccolto quelli della nostra città, Bologna, poi per riuscire ad espanderci e raccogliere menù in tutta Italia abbiamo creato un grande gioco fra gli studenti universitari: una gara fra i vari student office delle varie università di chi raccoglieva più menù. Una gara a premi con cui siamo riusciti a raccogliere, nel giro di poco tempo, più di 8 mila menù originali. Tutti i menù sono stati scansionati, digitalizzati e resi sfogliabili. Poi, quando il sito è andato online è arrivato all’attenzione dei locali che, a questo punto, ci hanno cominciato a contattare personalmente per portare il loro menù su Sluurpy.

Avete una collaborazione diretta con i locali?
Adesso sì. Si è instaurato questo rapporto di fiducia dove il ristorante ci fornisce il suo menù e soprattutto ce lo aggiorna. La seconda problematica, infatti, è stata quella di avere il menù aggiornato. Un po’ perché le pizzerie da asporto nascono, chiudono e riaprono molto velocemente e un po’ perché i ristoranti di livello medio-alto hanno dei menù stagionali, quindi quello che c’è oggi magari fra qualche mese non ci sarà. Ora è nato questo rapporto di fiducia dove ci contattano e ci forniscono i loro cambiamenti del menù.

Sluurpy
Davide Giovannini, CO-founder e responsabile marketing Sluurpy Italia

Che tipo di ristoranti si possono trovare su Sluurpy?
L’idea è nata per portare sul sito i locali da asporto, ma in realtà il grande successo lo abbiamo avuto con i locali di fascia media o medio alta, che al momento si sono dimostrati più interessati a comparire su Sluurpy e a fare operazioni di marketing attraverso il portale. Questo nonostante il problema sorto all’inizio con i ristoranti di fascia elevata che non volevano comparire di fianco alla pizzeria da asporto. Per questo motivo abbiamo diviso il sito in settori e creato lo “Sluurpometro” che è quello che ci ha fatto fare il salto di qualità portandoci a questo punto di fiducia con i ristoratori.

Cos’è lo Sluurpometro?
Si tratta di un algoritmo, che assegna a ogni locale un voto in centesimi. Per dare questo voto ci siamo distaccati dalla classica classifica. Alcuni concorrenti come Tripadvisor, Just eat ecc… raccolgono le informazioni e i voti soggettivi dei singoli utenti. Noi, invece, abbiamo preso i voti di circa 60 portali che propongono giudizi sui locali. Ad ogni voto abbiamo dato un’importanza e da qui abbiamo fatto una media ponderata. Da questa media salta fuori un risultato in centesimi che, sostanzialmente, non può essere completamente oggettivo, ma lo è di più rispetto al singolo voto che viene dato su altri siti.

Il voto, quindi, lo date voi invece degli utenti?
No. Risultare primo sulla guida del Gambero Rosso, ad esempio, ha più importanza e peso per un locale che essere primo su Tripadvisor, perché riteniamo che il Gambero Rosso sia una guida fatta da esperti. Questo è stato molto apprezzato dai locali perché ha una maggiore oggettività. In questo modo il ristorante che si trova ad essere maggiormente sfavorito su Tripadvisor perché è molto buono e viene considerato troppo costoso e per questo riceve delle votazioni basse, nel nostro sito, magari, può risultare più in alto perché è primo sulla Guida Michelin o sul Gambero Rosso e guadagna delle posizioni. Riassumendo, il voto del ristorante è dato dalla media ponderata fra 60 portali che giudicano i locali, a cui noi abbiamo dato un diverso peso a seconda dell’importanza del portale.

Gli utenti possono consigliare un locale e commentarlo?
Certo, però non vanno a influire sul voto dello Slurpometro.

Chi vi consulta può sapere quanti utenti hanno consigliato un locale?
Sì. Questo serve perché vorremmo creare una parte social del portale. Ad esempio, se mi fido dei gusti di alcune persone, posso seguirle sul social e sapere dove vanno a mangiare. Si potranno seguire amici, chef, ecc… per conoscere i loro gusti culinari. Si creerà, inoltre, un’ulteriore classifica a parte dello Sluurpometro.

Quindi un social network del food.
Sì, un vero e proprio social della ristorazione, ma che non sarà mai in negativo. Si potrà consigliare, ma non mettere in negativo un locale. Puntiamo sui consigli. Se un locale risulterà consigliato più volte sarà sarà nei primi posti, ma non ci sarà una classifica dei locali sconsigliati. La nostra mission aziendale è non andare sul negativo.

Come vedete i vostri competitor?
Siamo stati affiancati, ma in realtà ci vorremmo discostare quello a cui vogliamo arrivare è diverso. È naturale che possiamo venire accostati a loro, ma noi vogliamo essere un biglietto da visita per il ristorante perché noi proponiamo il suo menù originale, quindi come un ristorante si presenta. Si possono vedere i prezzi e il menù, cosa che sugli altri portali non è possibile fare. Inoltre, su molti menù ci sono scritti tutti gli ingredienti utilizzati e questo è apprezzato anche da chi è allergico perché così può decidere prima se andare in un determinato ristorante o meno. Il nostro obiettivo, quindi, non è scontrarci con portali come Tripadvisor o The Fork.

Quali sono le categorie più in voga?
Le città che vengono più consultate sono quelle del centro e soprattutto del nord Italia. Purtroppo perdiamo molto al sud, non tanto perché gli utenti non siano interessati, ma perché disponiamo di un minor numero di menù. La distribuzione dei 100mila non è omogenea al sud Italia, ma da Roma in giù è minore. Sia per le difficoltà della raccolta che per il numero dei locali, minore rispetto al centro e al nord.

Come si finanzia il portale?
Il sito al momento si mantiene col marketing che alcuni ristoranti ci chiedono di fare. Aspettiamo di implementare forme di remunerazione diretta rispetto al sito. Sluurpy è nato come un progetto interno della nostra società di web marketing, la GDS, e, per il momento, si mantiene grazie a questa società.

Cosa c’è nel futuro di Sluurpy?
Ci rivolgiamo agli utenti, per questo vogliamo diventare, in Italia, un decision maker su dove andare a mangiare. Questo è il nostro obiettivo finale. È molto ambizioso perché servono molti utenti e creare interazione. Inoltre, in futuro ci saranno le categorie per singoli piatti. Si potrà consigliare il singolo piatto e gli utenti sapranno qual è il locale più consigliato che lo prepara.

Sluurpy
Il team di Sluurpy
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