Soft skill: aver guidato un gregge basta per candidarsi come team leader?

    Nella ricerca di un lavoro, oltre alle competenze tecniche, è sempre più importante mettere in evidenza anche le proprie caratteristiche personali, comportamentali e relazionali

    M&G

    Flessibilità, autonomia, resistenza allo stress, spirito d’iniziativa, problem solving, adattabilità e capacità di lavorare in team. Sono le cosiddette “soft skill”, ossia le caratteristiche personali che riguardano le capacità comportamentali e relazionali di un individuo. Competenze trasversali importanti perché influenzano il modo in cui una persona affronta di volta in volta le richieste dell’ambiente lavorativo. E’ per questo che sempre più spesso, come spiegano i professionisti dell’M&G, società specializzata nella fornitura di servizi in appalto alle aziende, i recruiter, nell’analizzare il curriculum di un candidato, prendono in considerazione questi parametri.

    A differenza delle cosiddette “hard skill” che riguardano competenze acquisite (studi, esperienze professionali, titoli) e che possono essere velocemente misurate dal recruiter, le soft skill, essendo qualità umane e relazionali che derivano dalle esperienze di ognuno, sono più difficili da individuare ma molto importanti perché consentono di valutare la risorsa da un punto di vista più personale permettendo di comprendere il comportamento che la persona potrà potenzialmente avere all’interno dell’azienda.

    Come si valutano le soft skill?
    Come mettono in evidenza i recruiter M&G, se le soft skill non sono indicate esplicitamente dal candidato, vanno individuate tra le righe del curriculum o della lettera di presentazione.  Ad esempio un curriculum impaginato male o con dei refusi indicherà, probabilmente, una persona poco attenta ai dettagli. Importante poi la scelta delle parole utilizzate per descriversi o per descrivere le proprie esperienze professionali. Se, per esempio, si parla di se stessi come di persone “obbedienti e abituate a svolgere incarichi prestabiliti”, allora probabilmente non si è predisposti alla leadership e non è quindi il caso di candidarsi per ruoli di comando. Per far comprendere le proprie soft skill in maniera efficace poi, più di elencare un’attitudine può essere utile descrivere un’esperienza lavorativa in cui quest’attitudine è stata messa alla prova.

    Ma se da un lato i recruiter devono essere in grado di individuare le soft skill “nascoste” tra le righe, dall’altro ai candidati spetta il compito di presentarsi al meglio. Ad esempio, candidarsi per ricoprire il ruolo di team leader di un gruppo di lavoro indicando come punto di forza, sul curriculum, quello di aver guidato un gregge di 14 pecore potrebbe essere “azzardato”. Di certo, però, al candidato non mancheranno. pazienza e riflessività.

    Ma quali sono le soft skill più richieste dalle aziende?
    Un’indagine realizzata dal social network professionale Linkedin ha individuato le cinque competenze più richieste dal mercato del lavoro nel 2019:

    – creatività
    – persuasione
    – collaborazione
    – adattabilità
    – gestione del tempo

    Quando si cerca un lavoro è bene avere consapevolezza anche di questi aspetti per fare in modo che la propria ricerca sia il più efficace possibile.

     

     

     

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