Solidarietà, gli italiani pronti ad aiutare i vicini che soffrono di solitudine

Lo rivela un'indagine dell'applicazione Nextdoor che, per il secondo anno, ha lanciato l'iniziativa "La mia porta è aperta"

solidarietà

Condividere con gli altri e offrire un supporto a chi soffre di solitudine, partendo da un gesto di solidarietà verso il proprio vicino di casa. Sono queste le intenzioni che animano la campagna “La mia porta è aperta”, seconda edizione dell’iniziativa lanciata dall’app per vicini di casa, Nextdoor. L’edizione 2018 ha riscosso un notevole successo e un sondaggio rivolto agli utenti che utilizzano l’applicazione ha evidenziato come più di 2/3 degli italiani aiuterebbero volentieri un vicino in difficoltà e il 74 per cento lo inviterebbe a casa la sera di Natale. Così, spiega un comunicato di Nextdoor, si cerca di ridurre quella distanza fra le persone creata dai social network tradizionali. In particolare, «l’azienda ha l’obiettivo di coinvolgere i vicini di casa nell’offrire supporto a chi soffre di solitudine nel quartiere con azioni concrete durante il periodo invernale – ricordando, inoltre, come – spesso ci si preoccupa di disturbare gli altri e di conseguenza non si chiede aiuto, ma oltre la metà degli italiani conosce qualcuno che soffre di solitudine».

Il sondaggio
Secondo i dati raccolti tra gli utenti che utilizzano l’applicazione, il 40 per cento degli italiani si è sentito solo almeno una volta e il 54 per cento conosce qualcuno che soffre di solitudine. Inoltre, nonostante possa capitare di rinunciare a chiedere aiuto per paura di arrecare un disturbo, «gli italiani hanno dimostrato di avere una particolare apertura verso l’altro e di volere schierarsi in prima linea per creare legami più forti all’interno del proprio quartiere». Così, al 62 per cento dei membri di Nextdoor piacerebbe trascorrere più tempo con i propri vicini durante l’inverno e il 73 per cento vorrebbe aiutare chi si sente solo. Il 43 per cento dedicherebbe 1 ora del suo tempo ai rapporti col vicinato, ogni settimana o una volta al mese (25 per cento), con un 8 per cento che sarebbe disponibile anche quotidianamente. 

Stimolare la voglia di aiutare il prossimo
Questa esplosione di solidarietà verso il prossimo ha spinto i responsabili di Nextdoor a rinnovare per il secondo anno la campagna “La mia porta è aperta” per stimolare gli utenti a compiere azioni concrete e a condividere il desiderio di aiutare i propri vicini. Come spiega Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor Italia, «Durante l’ultimo World Economic Forum, diversi esperti hanno discusso di come la tecnologia stia alimentando la solitudine e il deficit di empatia nella nostra vita, nonostante la promessa di avvicinare le persone. È proprio quest’ultima promessa che ha spinto Nextdoor a porsi come obiettivo quello di creare relazioni nella vita di tutti i giorni, soprattutto se si pensa che i quartieri sono una delle comunità più importanti e utili della nostra vita. Per questo vogliamo invitare ad agire con azioni concrete perché solo partendo da piccoli gesti che possono nascere tra vicini si realizzano grandi cose».