Solitudine, come uscirne e costruire relazioni. Se ne parla a Udine

Dal 3 al 7 luglio il XXI Congresso IFOTES “Leaving Loneliness – Building relationships” (‘Uscire dalla solitudine-costruire relazioni’)

solitudine

Per evitare la solitudine e stare bene le persone hanno bisogno di relazioni significative. Il sentirsi soli o isolati è strettamente collegato al dolore sociale. Oggigiorno persone di ogni età e condizione soffrono di solitudine. Le Helpline (linee telefoniche di aiuto) offrono supporto emozionale in modo semplice e immediato e svolgono un ruolo significativo nell’aiutare le persone a entrare in relazione con gli altri.

L’appuntamento di Udine
E’ su questi temi che si concentra il XXI Congresso IFOTES “Leaving Loneliness – Building relationships” (‘Uscire dalla solitudine-costruire relazioni’), che si terrà a Udine dal 3 al 7 luglio 2019. Un appuntamento per cui si attende la partecipazione di 1000 persone da 20 Paesi di tutto il mondo.

Il congresso tratterà diversi aspetti della solitudine e i modi possibili, per gli individui e la comunità, di affrontare questa condizione. La città di Udine diventerà un laboratorio di connessioni sociali e  creatività, un luogo da cui trarre ispirazione e rafforzare il proprio impegno nell’ambito della salute emozionale e del benessere sociale.

Sentirsi soli: un disagio epidemico del nostro tempo
I volontari delle helpline di tutto il mondo riconoscono questo accorato appello. Coloro che chiamano esprimono questi sentimenti in ogni momento del giorno e della notte, con picchi di sofferenza a Natale o durante i periodi di vacanza, quando si sentono particolarmente esclusi da quelli che ritengono essere i normali rapporti sociali. Molti dei cambiamenti nel nostro moderno stile di vita possono aiutare a spiegare questi sentimenti. Le compagini sociali sono diventate più piccole e fragili, poiché dalla famiglia estesa siamo passati alla famiglia nucleare e poi, per una percentuale sempre crescente di cittadini, alla famiglia monoparentale o a individui che vivono soli. Un’unità più piccola è più vulnerabile quando si verificano gli “incidenti” della vita. Disoccupazione, povertà, cattiva salute, disabilità, divorzio, lutto, vecchiaia, tutti questi comuni eventi gravano più pesantemente su coloro che sono soli, e possono ulteriormente isolare le persone. A volte si pensa che le relazioni virtuali, attraverso i social media, possano alleviare questi sentimenti di solitudine, ma per molti è proprio il contrario. Spesso essi aumentano i sentimenti di inadeguatezza e isolamento.

Non solo anziani…
La solitudine degli anziani è un problema riconosciuto e ben documentato: il lutto e la malattia sono solo due degli eventi che possono spiegare perché gli anziani divengano vittime della solitudine e dell’isolamento. Tuttavia, cresce la preoccupazione che molte classi di età nella nostra società stiano vivendo in una condizione di solitudine, gruppi che normalmente immaginiamo immuni da tale sofferenza.

Dai bambini in età scolare agli studenti universitari, dalle giovani madri ai disoccupati la lista è lunga e le ragioni per cui così tante persone di tutte le età stanno vivendo questi sentimenti sono complesse. Sappiamo anche che coloro che provano sentimenti di solitudine possono spesso sentirsi intrappolati e incapaci di creare relazioni significative con gli altri.

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