Sondaggi: quanto vale il partito di Renzi? E la Lega torna a crescere…

Il Corriere della sera riporta le stime degli ultimi mesi relative all'ipotesi di un nuovo partito dell'ex premier, mentre l'Swg rileva una ripresa del Carroccio

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Prima la formazione dei nuovi gruppi parlamentari, poi verrà il momento di svelare nome e simbolo del nuovo soggetto politico. L’appuntamento, dato dallo stesso Matteo Renzi, è per il prossimo 18 ottobre durante la Leopolda, come spiegato dallo stesso Renzi in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Intanto, però, è ufficiale l’uscita dal Partito democratico del suo ex segretario. Una scelta che, all’interno del partito, è stata criticata a cominciare dal segretario Nicola Zingaretti che ha scritto su Facebook: «Ci dispiace. Un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia. Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Pd».

La Lega torna a crescere
Intanto i dem devono far fronte alla ripresa nei sondaggi di Matteo Salvini che, dopo un’iniziale calo durante la crisi di governo è tornato a crescere nelle intenzioni di voto degli italiani. Come evidenzia l’Istituto Swg, infatti, in base alle ultime rilevazioni la Lega è al 34 per cento, saldamente in testa alle preferenze dei cittadini con ben 12,5 punti di vantaggio proprio sul Pd (al 21,5 per cento). In ogni caso, lo stesso leader del Carroccio, durante una diretta Facebook ha spiegato di non dare troppo peso alle rilevazioni degli Istituti demoscopici: «Non credo mai ai sondaggi, ma la Lega torna a crescere e dà dieci punti di distacco al secondo partito che è il Pd. Ma chi c’è al governo? Il Pd. Potranno avere qualche numero di vantaggio in Parlamento ma sono la minoranza della minoranza nel Paese che si chiama Italia». Poi Salvini attacca i 5 Stelle, attualmente il terzo partito con il 20,5 per cento delle preferenze, criticando l’apertura a una possibile alleanza anche alle prossime elezioni amministrative: «Mi spiace per chi era partito per fare la rivoluzione, e penso ai grillini, e finisce come appendice di Renzi e Zingaretti, chiedendo per favore un accordino in Umbria, Calabria, Emilia e Toscana per non scomparire».

Percentuali di centrodestra e centrosinistra
Per quanto riguarda gli altri partiti dello scenario politico, l’Swg vede stabile come primo alleato della Lega nel centrodestra, Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni, infatti, con il 7 per cento dei consensi mantiene le distanze da Forza Italia al 5,9 per cento. Inoltre, l’Istituto demoscopico riporta le stime sul nuovo movimento politico di Giovanni Toti, Cambiamo, che sarebbe al 2 per cento delle preferenze. In totale, quindi, l’alleanza di centrodestra, si attesta sul 48,9 per cento.
Nel centrosinistra, invece, sostanzialmente stabili intorno al 2 per cento sia + Europa che i Verdi che La Sinistra, rispettivamente al 2,4, al 2,3 e al 2,2 per cento, portando i consensi totali del centrosinistra al 30,9 per cento.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

Quanto vale il nuovo partito?
Le rilevazioni dell’Istituto Swg, però, non considerano ancora l’uscita di Matteo Renzi dal Pd e il conseguente spostamento di voti verso il nuovo soggetto politico dell’ex premier. Una stima di quanto possa valere il nuovo partito in termini di voti prova a darla il Corriere della sera che raccoglie le stime di vari Istituti demoscopici quando si ipotizzava una scissione interna al Partito democratico. Così, secondo Alessandra Ghisleri di Euromedia Research il nuovo partito si attesterebbe tra il 6 e l’8 per cento (dati risalenti allo scorso marzo). Lorenzo Pregliasco, di Youtrend, ricorda come a settembre la fiducia verso Renzi era al 15 per cento (ben distante rispetto a quella del premier, Giuseppe Conte, al 50 per cento), un dato che farebbe pensare a un soggetto politico tra il 3 e il 5 per cento. Quest’ultima percentuale è condivisa anche da Roberto Weber di Ixè, mentre per Carlo Buttaroni di Tecnè la nuova “creatura” di Renzi raccoglierebbe tra il 4 e il 7,5 per cento delle preferenze degli italiani.