Sostenibilità: arriva Loop, la piattaforma per il riciclo degli imballaggi

I consumatori dopo aver acquistato i prodotti dei marchi preferiti, riprogettati in modo da eliminare i futuri rifiuti degli imballaggi e consegnati in una borsa riciclabile, potranno anche contare su un servizio di ritiro a domicilio

Un solo contenitore riutilizzabile a portata di click. L’idea arriva dai grandi brand della cosmesi e dell’alimentare, coadiuvati dalla piattaforma di commercio online Loop (proprietà della statunitense TerraCycle, leader globale del riciclo). In pratica i consumatori dopo aver acquistato su Loop o sui siti convenzionati i prodotti dei marchi preferiti, riprogettati in modo da eliminare i futuri rifiuti degli imballaggi e consegnati in un borsa anch’essa riciclabile, potranno contare su un secondo servizio della piattaforma: ovvero il ritiro. Una volta terminato il prodotto, infatti, Loop lo raccoglierà a domicilio oppure, se richiesto, sostituirà le ricariche senza cambiare il contenitore.

L’obiettivo? Zero rifiuti
Dallo shampoo ai cibi confezionati, colossi come Nestlé, PepsiCo, Dove, Procter&Gamble e via dicendo, hanno dato il via alla sperimentazione, in vista anche delle stringenti politiche che dal 2020 bandiranno dall’Europa le plastiche monouso. «La nostra missione è che entro il 2030 tutti i nostri imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili» ha dichiarato Virginie Helias, vicepresidente e responsabile della sostenibilità di Procter & Gamble.

Da maggio 5 mila consumatori faranno da campione nelle due città “cavia” del progetto: New York e Parigi. Unilever, in partnership con TerraCycle, ha promesso che per fine 2019 inizio 2020 amplierà il suo raggio d’azione a Londra, Toronto e Tokyo, per approdare poi nelle maggiori città europee, tra cui spunta, salvo ripensamenti, anche Roma.

La multinazionale olandese-britannica, che detiene 400 marchi tra cui Dove, Coccolino, Algida e Mentadent, ha stimato che uno contenitore Dove o Axe per deodoranti durerà otto anni, evitando così lo smaltimento di circa 100 confezioni tradizionali.

Uso e riuso
«Il ciclo riguarda il futuro del consumo. E uno dei principi è che la spazzatura non dovrebbe esistere» ha spiegato Tom Szaky, Ceo della società di riciclaggio internazionale TerraCycle, al World Economic Forum di Davos. «Rimuovere la plastica dall’oceano non è abbastanza. Dobbiamo prendere in considerazione l’idea dell’elasticità e degli articoli monouso», ha continuato Szaky che ha definito il progetto un ritorno alle origini, più precisamente al “milk man model”. «Torniamo al modello del lattaio degli anni ’50. Tu compri il latte ma la compagnia del latte possiede la bottiglia, che lasci nella scatola per essere raccolta quando hai finito», ha concluso il Ceo.

Il metodo ha ricevuto sia elogi sia critiche
A gravare sul portafoglio dei consumatori sarebbero le spese del servizio: un dollaro per il deposito, 10 per la confezione e 20 per la prima spedizione, tradotto rispettivamente in ottanta centesimi, 8,7 e 17,5 euro (in diminuzione in caso di riordino). Mentre i prezzi dei prodotti resteranno all’incirca gli stessi di quelli nella versione monouso.

In termini di fidelizzazione, però, le aziende sorridono al nuovo progetto, in quanto un contenitore da riempire costituisce un incentivo a riutilizzare la stessa marca.

Dallo shampoo allo spazzolino del futuro
Un passo decisivo è stato fatto anche da Pantene: la ben nota marca inglese, lancerà sul mercato una bottiglia di shampoo in alluminio. Il detersivo Tide ha scelto invece un contenitore di acciaio, mentre la Oral B opterà per uno spazzolino con manico rinforzato e testina sostituibile.

Una nuova sfida alle porte per Loop e TerraCycle, già precursori dello stesso modello per i pannolini usati. Questi ultimi, nelle maggiori città francesi e recentemente a Vedelago in provincia di Treviso, vengono infatti recuperati e sostituiti con un servizio a domicilio, per essere poi riciclati.

La piattaforma si è detta entusiasta di questa nuova iniziativa, ricordando che «è un’idea molto nuova e alquanto rischiosa perché nessuno l’ha mai provata. Ma la risposta è stata molto positiva, e abbiamo selezionato 10 dei nostri marchi per far parte del progetto pilota, con un piano da aggiungere più tardi in attesa di risultati positivi».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

3 − 2 =