Sostenibilità, gli italiani dicono sì ma con un occhio al portafoglio

Per 7 connazionali su 10 i prodotti green non devono costare più del 10 per cento rispetto a quelli tradizionali. E in Italia sono molte le aziende sostenibili

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Sempre più italiani sono interessati ai temi della sostenibilità e all’acquisto di prodotti bio, non solo in campo alimentare. Interesse a parte, nelle loro scelte il fattore determinante resta sempre il prezzo. Questo è quanto emerge dall’ultima indagine Doxa, realizzata per Findomestic, per cui 7 italiani su 10 dicono sì ai prodotti sostenibili, purché non costino il 10 per cento in più rispetto degli altri. Ci sono, però, delle categorie di beni per cui gli intervistati sono disposti a pagare una tariffa maggiorata. Prima di tutto i prodotti alimentari: il 29 per cento, infatti, è disposto a fare qualche sacrificio economico in nome della sana alimentazione. Il 13 per cento, invece, si dice pronto a pagare di più per le ristrutturazioni in ottica sostenibile delle abitazioni e solo il 9 per cento per elettrodomestici e automobili green.

La questione economica sulle scelte è confermata anche dalla ricerca del 2018 di Federconsumatori secondo cui ci sono reali aumenti di prezzo per chi sceglie i prodotti bio: questi costano in media 60 per cento in più rispetto a quelli ordinari. Ad esempio, una mozzarella di 100 gr costa 1,30 euro ma 1,59 euro se bio, con un aumento del 22 per cento. Il prodotto che vede un aumento di ben il 116 per cento è la polpa di pomodoro: per mezzo litro di prodotto ordinario si spende meno di 1 euro mentre se si sceglie la soluzione bio il prezzo arriva a 2,05 euro.

Anche per quanto riguarda le auto green si notano aumenti di prezzo. Infatti, secondo lo studio annuale di Car Cost Index il costo medio di possesso di una macchina a benzina è di 667 euro, mentre per quella elettrica si raggiungono i 986 euro.

Le aziende italiane sostenibili
Se da un lato sempre più italiani credono nell’importanza della sostenibilità, anche molte aziende del nostro Paese possono essere definite green. E tra queste ci sono non soltanto quelle alimentari. Nella suddetta indagine Doxa emergono i motivi per cui, secondo gli italiani, un’azienda possa dirsi effettivamente virtuosa. Per il 62 per cento dei nostri connazionali un’azienda può considerarsi sostenibile se si sforza di ridurre le emissioni e l’impatto sull’ambiente. Tra gli altri fattori ci sono anche il codice etico di comportamento, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico.

Ma qual è la situazione in Italia? Nel 2018 la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Ecomondo, oltre a segnalare 27 aziende italiane sostenibili, hanno premiato le tre più virtuose con il “Premio sviluppo sostenibile” per i benefici ambientali e le tecnologie innovative che sviluppano. Per la sezione “rifiuti e risorse” è stata premiata FaterSMART in provincia di Treviso che ricicla pannolini e assorbenti riducendo lo smaltimento in discarica. I prodotti assorbenti vengono sterilizzati, separando e recuperando le materie prime seconde. Basti pensare che da una tonnellata di questi rifiuti si ottengono 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e di 75 kg di polimero.

L’azienda Montello spa, invece, produce biometano da rifiuti organici, recuperando anche anidride carbonica per uso industriale. Lo stabilimento, che ha ottenuto il premio per “energia da fonti rinnovabili”, ricicla 200.000 tonnellate all’anno di imballaggi in plastica da cui si riesce a ricavare nuovi oggetti.

Per l’ “edilizia sostenibile” il premio è andato al progetto Bluehouse di Opera s.a.s. che crea eco-edifici su misura in base alle caratteristiche climatiche e territoriali, garantendo un buon risparmio energetico. Le abitazioni, infatti, sono costruite con materiali tecnologicamente avanzati: queste case ad esempio hanno verande che smorzano l’irraggiamento estivo, sono energeticamente autonome o si ventilano naturalmente nella stagione estiva.

In ambito alimentare, invece, Ernst&Young nel 2018 ha conferito ad Andrea Rigoni dell’azienda Rigoni di Asiago il “Premio speciale sostenibilità”. Prima di tutto la frutta usata per le varie preparazioni proviene da agricoltura biologica; inoltre, presso il sito di Foza, in provincia di Vicenza, è stato creato un sistema che produce acqua calda partendo dal metano, riducendo il consumo di combustibile del 50 per cento.

 

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