Sport: intervista a Zaccardo, il campione del mondo pioniere su Linkedin

Da qualche anno il calciatore ha deciso di uscire dalle innumerevoli logiche di intermediazione aprendo un profilo sul social network e così ha iniziato a trovare le squadre in cui giocare

Cristian Zaccardo al Tre Fiori

«Il cielo è azzurro sopra Berlino! Siamo campioni del Mondo!». Sono passati ormai quasi 13 anni dalla vittoria della Nazionale Italiana ai Mondiali del 2006 in Germania. Dei 23 convocati per quella spedizione oggi molti hanno lasciato il calcio, diventando allenatori, commentatori o dirigenti.

In attività restano Daniele De Rossi, capitano della Roma, Andrea Barzagli, centrale della Juventus, l’estremo difensore del Paris Saint Germain, Gianluigi Buffon e l’allora difensore del Palermo Cristian Zaccardo. Quest’ultimo, oltre ad aver totalizzato quasi 400 presenze in Serie A, ha militato in diversi campionati esteri. A fine marzo inizierà la sua avventura nel campionato della Repubblica di San Marino con la maglia del Tre Fiori, dopo un anno passato all’Hamrun Spartans, squadra maltese.

In queste ultime scelte c’è un aspetto che lo contraddistingue: da qualche anno ha deciso di uscire dalle innumerevoli logiche di intermediazione aprendo un profilo su Linkedin. Così ha iniziato a trovare le squadre in cui giocare. Zaccardo è diventato un pioniere in tal senso e a 37 anni, età spesso avanzata per un calciatore, non ha perso la grinta. Dopo aver portato nel mondo dello sport uno strumento molto utile lavorativamente, la sua carriera ha acquisito nuova linfa.

Come mai ha scelto di ripartire proprio da San Marino?
«Non volevo appendere le scarpe al chiodo, ragiono ancora da calciatore. Mi allenavo sempre e, durante il periodo di inattività calcistica, mi guardavo intorno. Ho scelto di continuare a scendere in campo per il piacere di giocare a calcio, essendo disposto a farlo anche in categorie più basse. Avevo altre opportunità, ma una serie di circostanze mi ha fatto scegliere il Tre Fiori».

In un calcio gestito spesso dai procuratori, come si pone la tua scelta di aprire un profilo Linkedin?
«Non esclude l’idea di un procuratore, ma per ora questo social è il mio mezzo principale di comunicazione per creare dei network, soprattutto per esperienze non in campionati italiani».

Quali vantaggi potrebbe avere una diffusione maggiore della piattaforma in Italia, tra calciatori e dirigenze?
«In altri Paesi tutto avviene in maniera diretta e non c’è bisogno di mille intermediari. Ogni calciatore ha un prezzo di mercato che può cambiare nel corso del tempo, abbassandosi o alzandosi».

Il tuo profilo lavorativo è in evoluzione. Verso quali nuove professioni ti stai muovendo?
«Ho studiato per ottenere sia il diploma come allenatore Uefa A che quello come direttore sportivo (a dicembre, n.d.r.). Quando non ragionerò più da calciatore sarò pronto per il passo successivo».

L’anno scorso hai giocato nella massima divisione del campionato maltese. Hai in mente progetti per il mondo del pallone locale?
«A Malta mi sono trovato molto bene. Penso che ci siano i presupposti per fare un bel progetto sull’isola: l’obiettivo sarebbe quello di portare una squadra maltese a qualificarsi per le competizioni europee per club, cominciando dai preliminari. Avrei voluto continuare  l’esperienza con l’Hamrun Spartans, ma purtroppo ho avuto dei problemi con il presidente del club».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 + sei =