Sport, nasce il motore di ricerca per trovare le attività disponibili in città

Si chiama Orangogo ed è la prima startup che punta a far incontrare le persone con la propria passione. Un aiuto anche per quelle piccole società e associazioni sportive che non riescono a farsi conoscere

Il calcio è di gran lunga lo sport più popolare e seguito in Italia. Ma, forse, sta perdendo lo scettro di disciplina più praticata. La gente sembra volersi svincolare dalla massa e provare cose nuove. È questa la scoperta che è stato possibile fare grazie a Orangogo, la startup che punta a far incontrare le persone con la propria passione. Il primo motore di ricerca del nostro Paese “verticale” sullo sport. Analizzando, infatti, i trend emersi durante il 2018 la disciplina più cercata dagli utenti del portale è risultata la danza (da sola assorbe oltre il 15 per cento delle “interrogazioni”). Al secondo posto un altro outsider: lo Yoga (10 per cento). Per il calcio – in tutte le sue varianti – solo il gradino più basso del podio (con l’8 per cento).

Le abitudini degli italiani che vogliono tenersi in forma stanno cambiando?
«
Questi dati ci sorprendono fino a un certo punto – dice Giulia Pettinau, la giovane founder di Orangogo – perché il concetto di danza è ampio, racchiude sia la parte artistica, con i vari stili, sia quella sportiva vera e propria. La vera sorpresa è trovare così in alto lo Yoga; una disciplina molto specifica che però trova un ottimo riscontro in tutte le fasce d’età». Segno che l’idea con cui è nata la piattaforma ha colto nel segno. Perché tutto inizia da un’esperienza personale che ha fatto capire a Giulia come lo sport preferito sia a portata di mano, solo che spesso non lo sappiamo: «Ero in vacanza – racconta – e ho avuto l’opportunità di cimentarmi per la prima volta con il windsurf. Ho scoperto una passione, ma in ritardo. A quel punto ho pensato: voglio che anche gli altri scovino le proprie passioni nascoste».

Si è così buttata in prima persona nell’impresa. Mettendo la propria conoscenza del marketing al servizio di persone, associazioni e società sportive. Perché un altro aspetto da non trascurare è la difficoltà che molte strutture, specie se propongono corsi in sport “minori”, hanno nel farsi trovare dagli aspiranti praticanti. «Ho voluto aiutare – continua Giulia – anche tutte quelle piccole realtà che non potendo investire nella comunicazione digitale, a partire da un buon sito web, rischiano di diventare invisibili». Un’intuizione che, in appena diciotto mesi, ha contribuito alla costruzione di un grande archivio: oltre 11mila tra società e associazioni sportive che offrono corsi e attività in più di 250 discipline, in quasi 1500 comuni, coprendo tutte le province d’Italia.

Giulia Pettinau

Ma a chi si rivolge Orangogo?
«A chi vuole scoprire le mille opportunità che ci sono attorno a sé per tenersi in forma». In questi mesi, però, è stato anche possibile disegnare il profilo dell’utente medio. «La maggior parte – ci spiega Giulia – sono “amatori” che non sanno che sport praticare e vogliono trovare ispirazione. Poi ci sono quelli che vogliono provare una disciplina specifica ma non sanno a chi rivolgersi per praticarla. C’è chi cambia città e vuole essere aiutato a trovare la struttura più adatta per continuare a praticare il proprio sport. Da ultimo, non mancano gli agonisti che sono in cerca di una nuova società con cui tesserarsi».

L’obiettivo è mostrare a ognuno una proposta cucita su misura
Consultando il portale, infatti, si potrà fare una ricerca filtrata per geo localizzazione, disciplina, orario, età. Non solo: il sito sta gradualmente inserendo anche gli aspetti qualitativi su cui puntano i singoli corsi (preparazione ai fini agonistici, inclusività, ecc.). A tal proposito, nelle schede che illustrano le attività, è indicato se sono adatte o meno ai disabili, distinguendo tra le varie forme di handicap. Infine l’orientamento: un’intera sezione curata da una psicologa dello sport e da istruttori federali; per indirizzare l’utente verso lo sport più adatto, «concentrandoci – come sottolinea la “mente” di Orangogo – non tanto sugli aspetti tecnici quanto sull’esperienza di vita: valori e abilità, come il coraggio, il rispetto delle regole, la concentrazione, che possono essere utili nella vita quotidiana».

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